A campionato praticamente finito, la Juve decide di investire sulla panchina. E paga dazio. Così torna alla mente lo sfogo di di inizio anno di Conte sulla famosa panchina corta.

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Ogbonna in mezzo alla difesa fa rimpiangere Bonucci, mentre Caceres firma le solite disattenzioni, almeno un paio a partita. A ciò aggiungiamo la scarsa vena di Giovinco e la scarsa forma di Osvaldo. La Juve è la più forte in assoluto, ma ha al massimo 13 pezzi buoni. Si gioca in 11, fate voi il commento.

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Pronti via, il solito Vidal la butta dentro, dopo un’azione spettacolare. La Fiorentina non ci capisce niente per 45 minuti, come in campionato, e sembra proprio andare come domenica pomeriggio. Tranne che Conte decide di passare al sistema con 1 sola punta, la squadra arretra paurosamente sul campo, e la viola trova un bel gol, su gentile concessione di Caceres (che manca la diagonale) e di Ogbonna (perché abbia saltato… resta un mistero).

Poca cattiveria, scarsa efficacia sotto rete, e quello strano senso del “non mi sbatto più di tanto”. La sensazione è che senza alcune pedine (leggi Tevez e Lichtsteiner) questa squadra perda parecchie motivazioni e parecchia spinta. Per l’anno prossimo, Marotta corra ai ripari investendo su ricambi di primissima qualità.

La qualificazione resta appesa a un filo. Per entrambe, sia chiaro. Se la Juve decide di giocare, allora sarà semplice. Se la Juve deciderà di passeggiare, allora saranno amari dolori. Inaccettabili a questo punto della stagione. Specie contro questo avversario.

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