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Juventus-Fiorentina 2-0 Benvenuti all’Inferno

Chissà se Dante, proprio Dante, si sia un po’ risentito. O se anche lui abbia pensato: davvero così in basso può arrivare un dirigente Viola pur di dar contro alla Juve? In ogni caso la Juve lo aveva promesso e solitamente noi bianconeri manteniamo le promesse. E’ stato un Inferno per i colori Viola.

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Intanto un appunto: i cori sull’Heysel sono stati ascoltati? La Federazione interverrà? Questo è lo stile Della Valle? All’ultima domanda rispondiamo noi: no, non è lo stile Della Valle. L’imbecillità di certe bestie – e non tifosi – non può certo discendere da uno stile societario o storico. E visto che abbiamo toccato questo tasto io posso ben dire che uno Stile Agnelli c’è stato e continua a esserci, ma uno stile Della Valle… mah, io proprio mai sentito, e voi? A meno che lo stile Della Valle vuol dire sparare stronzate a raffica. In tal caso che se lo tengano a Firenze.

Le questioni di campo sono assai più affascinanti. L’arrabbiatura per il mese di gennaio appena trascorso non solo non si è sopita, ma da sabato è aumentata, in particolare alle 20:00 circa. Una Juventus sublime ha strapazzato una buona Fiorentina. Valgono più di ogni altra analisi le dichiarazioni dei giocatori viola: complimenti alla Juve e una serie di osservazioni piuttosto banali. Del tipo che questa Juve non fa ragionare, del tipo che questa Juve sembrava correre di più, del tipo che questa Juve ha sempre qualcosa oltre rispetto all’avversario. A livello fisico, a livello tecnico, soprattutto a livello organizzativo.

La speranza che Vucinic abbia solo fatto impaurire un po’ i tifosi è forte, così come la paura di un suo forfait martedì sera. Se il genio esce dalla lampada accadono solo cose belle, flash fulminanti di calcio spettacolo. Gol, ma non solo, e l’abbiamo sempre detto. Certo chiediamo a Mirko di timbrare di più il cartellino, ma la mole di gioco che sviluppa, unita alla qualità di un vero regista d’attacco, ne fanno un perno insostituibile. Se poi Matri… non finisco la frase per paura che il ragazzo torni in letargo. Serviva un bomber e una prova di forza, all’ingresso di un rettilineo che ora vede Celtic e Roma nel giro di 5 giorni, e abbiamo ascoltato una voce grossa, potente, decisa, sicura: era quella della Juve.

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Vien da ridere a pensare che certi espertoni di mercato abbiano già dato a Vidal gli ultimi 6 mesi in bianconero. Quale folle rinuncerebbe a questo campione? E quale altra prova dovrà dare Pirlo per convincere che l’età, in certi casi, solo in certi casi, non conta davvero? Ed è qui lo strapotere indiscusso della Juve, unito ovviamente al Principino. Un centrocampo senza pari, nemmeno in Europa dove il Barca sta alternando buone prove a mediocri partite. Se Pirlo, Marchisio e Vidal stanno bene non ce n’é per nessuno. Un concentrato di tecnica, di astuzia e di forza come non ne ricordo negli ultimi anni.

La chiave del match è stata senza dubbio il predominio a centrocampo, ma come ha osservato l’intelligente Montella le punte bianconere fanno un lavoro massacrante e prezioso. Con un paio di flash di Giovinco. Ci perdoni il ragazzo di Beinasco, ma chiediamo se forse non sia questo il ruolo più appropriato: ingresso nel secondo tempo e nessun tipo di compito che lo sfianca.

Appuntamento rinviato per Anelka. Forse già martedì sera quando in realtà tutti speriamo che accanto a Matri ci sia Vucinic.

P.S.

Difficile dire qualcosa sulla difesa. Anche stavolta gli sforzi della FIGC sono stati vani. Pur con l’assenza di Bonucci Conte si scopre in possesso di intuizioni paranormali: questo Marrone, ancora visibilmente acerbo, è già un difensore con davanti una strada già tracciata. Piedi, fisico, senso della posizione: può essere davvero questo il ruolo del presente e del futuro? E non ci dimentichiamo di fare i complimenti a Peluso: per quanto espresso in campo e per la parole al microfono a fine partita. Ora più carichi di prima, la stagione comincia praticamente adesso.

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