Un giorno all’improvviso, allo Stadium scoppiò il sorriso.

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Nella vita è sempre questione di stile. Dopo gli oltraggi alla persona e i gesti terrificanti contro, Higuain ha deciso di regalarsi un inizio di campionato speciale. Primo gol alla prima, cosa mai accaduta a Napoli. Gol pesantissimo, dopo pochi minuti dal pareggio viola.

La Juventus che si sbarazza della Fiorentina presenta tanti segnali di ottimismo, nel segno della vecchia guardia. Unica novità quel Dani Alves che imparerà strada facendo la differenza fra Serie A e Liga (a proposito: ieri 6-2 del Barca, cosa che in Italia vedrà forse mai), ma che comunque apporta già sfacciataggine e qualità.

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Da considerarsi nuovo acquisto pure Asamoah, finalmente tornato all’attività agonistica e forte candidato a una maglia da titolare.

Nuovo campionato, ma vecchia Juve, che dovrà trovare nuovi equilibri dopo la partenza di Pogba e forse nuovi schemi. Ciò che ha piacevolmente stupito, ma non troppo in fin dei conti, è la fame e la grande cattiveria impressa al match già dai primi secondi. Servono come il pane per evitare cali di tensione – come quello che ha portato al pareggio viola – e passi falsi. Probabilmente è nell’inevitabile sensazione di estrema superiorità che Allegri dovrà lavorare e in cui si annidano i peggiori pericoli di quest’anno. Se la Juve tira i remi in barca, arretrando eccessivamente il baricentro, può capitare di tutto, in negativo.

Fortuna che all’improvviso è sbucato lui. Prima vera palla gol, terzo pallone toccato per le statistiche del match, e rete pesantissima. Non poteva desiderare altro El Pipita che però ora dovrà rimettersi seriamente a lavorare da calciatore. Eccessivamente fuori forma, con Allegri e compagni dovrà capire quali siano i movimenti corretti per esaltarne le indubbie doti da goleador. Anche perché difficilmente si potrà rinunciare al lavoro enorme di Mandzukic. Mentre Dybala in campo dovrebbe andarci sempre, anche con le stampelle.

Questo primo sigillo ha però un marchio indelebile. Professor Khedira è di un altro livello. Un diesel, giocatore di intelligenza tattica sopra la media, ha segnato e fatto segnare, offrendo poi numerosi spunti di didattica applicata al calcio. Se fisicamente riuscirà a reggere l’annata, sarà il perno attorno a cui progettare un’intera stagione.

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