Menu Chiudi

Juventus-Fiorentina 2-1 La Juve torna Juve

La Juve torna Juve? Forse sì, certo a tratti, certo per lunghi tratti.

Advertisment

Il primo tempo è da registrare e far vedere alle scuole calcio: vedete, è così che si gioca a calcio!

Ma è pure da registrare per far vedere agli attaccanti ciò che non si dovrebbe fare: segnare così poco.

Registro: Pepe, Vucinic, Pepe, Vidal, Matri, Vucinic, Matri, Vucinic. E’ la sequenza del primo tempo delle più che chiare occasioni da gol. Sottolineare ciò vuol dire aver imboccato la giusta strada. E Conte dimostra un’intelligenza fuori dal comune.

Terzo modulo varato, a conferma che questa rosa pecca ancora di qualità, forse semplicemente di un attimo di personalità da ricostruire. La Fiorentina è stata annullata, disintegrata grazie a un possesso palla maestoso e a una intensità che gradirei rivedere contro l’Atalanta di Milano, poi contro il Napoli e via via fino a maggio.

Terzo modulo varato perché, a quanto pare, certi elementi non funzionano come Conte vorrebbe. E allora l’integralismo è solo di certi imbecilli con la penna – o tastiera, fate un po’ voi – in mano.

Chiariamo: subito dopo la partita col Genoa molti di noi si sono chiesti “ma che ha combinato Conte?”. E Conte ha risposto immediatamente.

Advertisment

Dentro Matri, imprenscindibile, praticamente l’attaccante più continuo d’Italia nell’ultimo anno e mezzo, numeri alla mano. Fuori un Krasic che rifiaterà, che si rasserenerà. Intanto c’è da lottare, da correre e chi meglio di Pepe?

Su questo ragazzo c’è una violenza inaudita. E io mi ripeto, tanto per essere chiari: non è Cristiano Ronaldo, lo sapevamo già! Non è nemmeno forse il primo Di Livio, ma ad avercene di gente così. Asfalta la fascia destra, si accentra di tanto in tanto per far sfogare la corsa di Lichtsteiner. A proposito: se ieri lo svizzero per molti è stato deludente… allora voglio che mi deluda giornata dopo giornata. Non aggiungerò altro.

E Vucinic esterno? Ha praticamente fatto quello che Conte chiede a un esterno d’attacco: spalle alla porta è imprendibile, poi scatena la velocità e il dribbling per accentrarsi e tentare lo scambio. Ci riesce quasi sempre, ma la mira fa spazientire i tifosi. E’ comunque fondamentale per lo snodo delle manovre d’attacco e quindi lo attendiamo all’esultanza, perché giocando così, il gol prima o poi arriva.

Qual è l’uomo che è mancato più di tutti contro il Genoa? Macché Buffon, anche ieri Storari ha dimostrato che la Juve possiede i due portieri più forti d’Italia. Certamente la risposta corretta, quella da accendere alla domanda di Gerry Scotti, è Vidal! Non parla ancora l’italiano – a conferma di come la lingua, su un campo di calcio, serve veramente a poco se la testa parla bene la tecnica del pallone – ma dialoga a meraviglia ora con Pirlo, ora con Pepe, ora con Vucinic, perfino con Barzagli quando c’è da alleggerire la manovra. Il suo inserimento prepotente in questa Juve, in questa nuova Juve, stupisce anche più di una intensità mostruosa. Vero, ieri è stato meno presente in fase di attacco, ma l’obiettivo di Vidal ieri era piuttosto chiaro: evitare le ripartenze, evitare il predominio numerico al centro del campo. Risultato: pressing asfissiante, corsa e gamba come un mezzofondista, tecnica molto buona in fase di costruzione. Cuore enorme, cuore da vero bianconero. Tanto è vero che ieri nella mia preghierina prima di addormentarmi il più presente e nominato è stato Marotta: Beppe, io ho avuto sempre fiducia nella tua serietà, ma stavolta mi hai sorpreso più di ogni banale ottimismo.

Sì perché se la scommessa Vidal è palesemente evidenziata dal campo, l’affare Barzagli ora è certificato come colpo grosso all’italiana. Trecentomila euro – a lettere, come in un assegno – pagati alla Germania per far tornare un talento che si conferma partita dopo partita. Alzi la mano ieri chi non aveva paura di Jovetic. Poi di Gilardino. Solo che Andrea Barzagli è praticamente insuperabile: non gli si va via in velocità, sulle palle alte è imbattibile e regala un assist maestoso dopo un potente assolo alla fine del primo tempo, con cavalcata di 60 metri. Cosa vuoi di più dalla vita?

Magari un gol di Leonardo Bonucci? Sì, perché no! A suggellare una prestazione ancora ottima. E’ una mia opinione, ma fin qui Bonucci non ha commesso errori, nemmeno contro il Genoa perché un mio vecchio maestro diceva “se la palla rimbalza in area di rigore… allora è l’attaccante in vantaggio sul difensore!”. Concetto a parte, Bonucci si riprende la Juve nella maniera più beffarda: gol, prestazione e annullamento di Gilardino. Un vero peccato per gli opinionisti che lo indicavano come il punto debole. Almeno per ieri sera la realtà è ben altra.

Così come è ben altra sugli spalti. Sono le ore 19:40 quando Chiellini, maglia numero 3, entra in campo. Silenzio, sentiamo i fischi: altra cocente delusione! Solo applausi, tanti applausi, perché il padrone di questa Juve, tale Antonio Conte da Lecce, avevo chiesto la bolgia, aveva chiesto l’affetto incondizionato che è proprio dell’amore verso la Juve.

Ieri questo amore è stato ripagato. La Juve torna Juve? Sì, forse, probabilmente siamo sulla buona strada. Probabilmente… pure gli altri lo hanno capito!

Advertisment