E’ dal 1928 che la Fiorentina non riesce a scrollarsi di dosso un odio profondo e sincero verso i colori bianconeri. Un 11-0 che ha fatto malissimo, poi ripetuto con la UEFA del 1990 e il passaggio di Baggio alla Juve, senza dimenticare lo scudetto di Liam Brady.

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No: non può essere una partita normale a Firenze. Anche perché, vincendone anche solo una delle tre in programma in 12 giorni, per i tifosi viola sarebbe già un anno migliore. Differenza di obiettivi, differenza di storia. Piaccia o non piaccia.

Rientra Gomez nelle fila viola, mentre la Juve continua ad affidarsi a una delle migliori coppie gol degli ultimi 20 anni, in perfetta scia a Del Piero-Trezeguet. Pensare che sono costati soltanto 9 milioni di euro più bonus, Llorente più Tevez.

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Un trittico di partite ad alta tensione. In attesa di Napoli-Roma di stasera, il match a ora di pranzo può offrire diverse chiavi di lettura prospettiche per il campionato: può riaprirsi o chiudere definitivamente tutti i giochi. Mentre da giovedì comincia un’altra storia, ben più pesante, se visto dall’ottica di chi sta puntando un trofeo importante (dopo anni di digiuno).

Conte non si affida al turnover, se non per dare fiato a Bonucci (pronto Ogbonna). Squalificato Pirlo, tocca a Marchisio piazzarsi in cabina di regia, con l’occasione di sperimentare un ruolo che potrebbe già essere suo. Rientra Chiellini a sinistra, mentre i casi-mercato Pogba e Vidal hanno solo fatto vendere qualche giornale in più.

Juventus-Fiorentina Marchisio sostituisce Pirlo

#Mobasta: parola al campo.

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