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Juventus-Fulham 3-1 Crescita continua

Nell’intervista post partita il tecnico del Fulham, già ex perdente in Italia, ha rivelato che il Disonesto presidente tifava Fulham. E non c’è nessuna sorpresa, anzi. Normale e giusto e logico che sia così, ma suona come una gaffe. Per fattori quali eleganza e stile una simile notizia doveva rimanere fra il tecnico inglese e il Disonesto presidente. Così aver battuto e sonoramente il Fulham vuol dire, per transitività logica, aver battuto pure il Disonesto presidente. Gli abbiamo insomma regalato una serata amara. E anche qui nessuna sorpresa: accade da venti anni, lunghi anni. Neppure gli ultimi cartoni e sacchetti della spazzatura finiti nella cantina dei trofei nerazzurri riescono a risollevare le sorti di questa dubbia società.

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Il Fulham torna a casa soltanto con un pò di fortuna in tasca. E hai detto poco! Un tiro che sarebbe finito abbondantemente a lato si insacca alle spalle di Manninger e costringerà la Juve a stringere i denti fra una settimana.

Zaccheroni spiazza tutti rischierando la squadra come a Firenze. Assetto tattico a freccia, o ad albero di Natale fate un pò voi. La sostanza non cambia: la Juve ha trovato due solidi trequartisti, molto eclettici e io credo si debba proseguire su questa strada. Candreva e Diego hanno le capacità per tornare molto indietro e operare quasi da registi, alternando le avanzate in avanti. Hanno ottimi piedi e possiedono pure un tiro dalla distanza niente male e fino ad adesso poco sfruttato. Il tutto a grande beneficio dell’unica punta: Trezeguet, Amauri o Iaquinta non fa differenza. Forse gli ultimi due sono più abituati alla manovra, ma David possiede l’innata dote di metterla dentro sempre e comunque.

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C’è poi il gol di Nicola Legrottaglie che un tecnico da 11,5 milioni di euro definì panchinaro non scoprendo nulla di nuovo. Ma non esiste miglior panchinaro al momento di Nick Legrottaglie: puntuale, preciso, integro fisicamente. Regola la difesa anche meglio di Cannavaro e non è un caso che la Juve traballa in sua assenza. Peccato per l’età, ma è di sicuro affidamento. Lo sa Zac, lo sa bene anche Lippi che lo ha voluto alla Juve. Se riesce a conservare questa forma sarà prezioso per la Juve e anche per la Nazionale.

Al minuto 25 accade l’incredibile. Ruba palla, slalom come il miglior Alberto Tomba, dal limite una bordata incredibile, forte e precisa sul palo più lontano. Prende il legno e la palla entra in porta. E’ il 2-0 ed è a firma di Zebina. Lui, amante d’arte, si è regalato il quadro più bello. La sua intervista a fine partita ci regala un terzino che in campo diventa brutto e cattivo rispetto alla realtà del fuori-campo. Pacato e lucido, fa quasi tenerezza sentirgli imprecare “la troppa sfortuna in questi anni”. Lui che in Serie B fu uno dei pochi ad attaccare i veri responsabili dello sfracello bianconero.

L’aveva detto, l’avevo promesso e statisticamente non poteva andare diversamente. Se David non segna per più di 200 minuti allora vuol dire che non gioca o che è crisi profonda. Quel gol riescono a farlo solo due persone al mondo: David e… no mi correggo, li riesce a fare soltanto lui! Primo tiro di collo sul palo e poi senza caricare né ragionare ancora collo sul palo lontano. E’ il 3-1 che manda le squadre sotto il tunnel. E’ il 3-1 che ridà alla Juve serenità e forza. E’ un gol meritato e importante. Continua a ripetere che sta riacquistando forma e lucidità, che ha cambiato modo di giocare per venire incontro alle richieste del tecnico, come un Primavera qualunque, come uno che è appena arrivato alla Juve e deve dimostrare ancora tutto. Quanto è mancato questo ragazzo alla Juve. Forse per questo la sua maglia numero 17 non avrà altro cognome pure il prossimo anno se non Trezeguet.

E’ complicato farmi cambiare idea. Servono fatti, tanti fatti. Però alla luce dei fatti, se avevo sbagliato ammetto l’errore e chiedo perdono. Mi tocca farlo proprio oggi. Le scuse vanno ad Alberto Zaccheroni, un tecnico che non conoscevo affatto se non per la parentesi Udinese. Pacato, tranquillo, con le idee molto molto chiare. Ha gestito il gruppo come meglio non si poteva fare, sta azzeccando scelte e tattiche, cambi e squadre da mandare in campo. Ha acquisito il completo controllo dei giocatori, sembra averne in pugno pure gli stati d’animo (leggi Diego e Melo e Del Piero) e parla chiaro, molto chiaro. Ieri ha spiegato perfettamente i tre cambi e l’esclusione di Del Piero (a 35 anni chiedergli 6 partite in 2 settimane e mezzo… è un pò troppo), ha spiegato pure che lui non ha fatto nulla sul piano tattico, ha solo rattoppato un paio di buchi psicologici, come a dire “figuriamoci cosa potrà fare la Juve con le mie lezioni di tattica”. Ecco, mi sbilancio: quando si vedrà la vera Juve di Zaccheroni? Nel 2010/2011? Perchè no! Intanto sotto col Siena!

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