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Juventus-Genoa 2-0 Ad avercene di Tevez

Alla Juve è stato chiesto di fare la Juve. Conte torna alla versione campionato: irriducibile 3-5-2 con Isla e Asamoah sulle fasce, con Marchisio a riposo e la coppia Tevez-Llorente a guidare l’attacco.

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Primo tempo: chi ben comincia…

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un proverbio. La Juve lo mette in pratica. I primi 15 minuti sono da brividi. Un martellamento continuo, con un pressing che non dà scampo al Genoa. Ci sarebbe un episodio su Pogba, poi ci sono quattro chiarissime occasioni che i bianconeri non sfruttano. Troppo morbidi Pogba e Llorente, impreciso Tevez, sfortunato Vidal che quasi spezza la traversa.

Ma a insistere la Juve fa bene. Manovra molto fluida, gambe veloci, tanta aggressività, con Asamoah e Isla finalmente propositivi. Non è un caso che la Juve torni a fare la Juve quando anche le fasce tornano funzionanti. E da un’iniziativa di Asamoah nasce il rigore. Dubbio: è dentro o fuori? La linea fa parte dell’area di rigore? Dopo Napoli-Torino la coerenza vuole di non soffermarsi troppo sull’episodio. Calcia Vidal e la Juve è avanti 1-0.

Poco. Conte s’arrabbia. Ancora Pogba a sciupare, mentre Tevez pare un toro scatenato. Ancora Asamoah sulla sinistra, finta il cross, scarica dietro a Tevez che con una magia si libera del difensore e batte Perin. Prima, Llorente aveva sciupato una comoda occasione. Giusto qualche minuto di relax per la difesa, ma la sostanza c’è. Con un Pirlo che sembra togliersi di dosso parecchia polvere.

Secondo tempo: la grande squadra controlla

La grande squadra ha la capacità di tenere a bada l’avversario, non rinuncia a giocare e ad attaccare e rischia poco o nulla. E’ la Juve del secondo tempo che non accenna momenti di svago e rimane sul pezzo. Non vedevamo una Juve così da molto tempo ormai. La cosa fa piacere.

Da Tevez a Llorente, passando per Vidal e Pogba: c’è spazio per tutti al tiro, ma scarsa precisione. La fatica di mercoledì sera si fa sentire e ci sembra una buona giustificazione stavolta. Qualche superficialità di Bonucci accende la velleità del Genoa, ma è un fuoco di paglia.

Da registrare qualche sgroppata, seppur timida, di Isla e una buona continuità di Asamoah che ha finalmente puntato l’uomo. Ripetiamo: il 3-5-2 funziona solo se le fasce funzionano. Non siamo al top tecnicamente, ma in Italia possiamo fare la differenza.

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Fosse finita 6-0 non ci sarebbe stato nulla da dire. Intanto va bene così. La Juve si sta ritrovando.

Analisi tattica

Il ritorno al 3-5-2 pone solo un dubbio: le fasce funzioneranno? Clamorosamente la risposta è stata sì e Conte ha potuto ritrovare la sua Juve.

Pirlo finalmente in linea con le prestazioni cui ci ha abituato. Lucido, duro nei constasti, più attivo e propositivo. Quando tocca molti palloni sulla trequarti, allora vuol dire che Pirlo ha deciso di giocare sul serio. Di conseguenza la Juve gira meglio.

Pogba continua nel processo di crescita. Al momento è nella fase impertinente, ma si cresce pure così. Conte lo allarga spesso sulla sinistra per via di una maggiore intraprendenza nell’uno-contro-uno, ma poi Asamoah si prende la fascia e Pogba tenta di sfondare al centro. Avrebbe almeno tre nitide occasioni, ma le sciupa per eccessivo specchiarsi. Qualunque sia il modulo, la sua vena d’attacco pulsa in modo incisivo. Dà sostanza al centrocampo e lotta insieme a un ritrovato Vidal.

Il jolly resta Tevez. Regista d’attacco, solista, rifinitore e assist-man. La maglia numero 10 non poteva essere in spalle migliori. Numeri e voti sono totalmente a suo favore. Ancora fra i migliori in campo, se non il migliore in campo. Con una voglia che… ad avercene di Tevez. Meno brillante Llorente che pecca di macchinosità. Lo stop non è sempre perfetto, mentre alcuni tocchi sono raffinati. Sciupa per pigrizia un pallone nel primo tempo, poi ne sciupa due consecutivamente nel secondo tempo. Fin qui molto più positivo di Bendtner.

Le fasce funzionano, il centrocampo fa filtro risultando quasi mai scoperto, la difesa non soffre. Logica conseguenza di un atteggiamento coerente, più che squisitamente tattico. A confermare tale conseguenza è il numero di palloni recuperati: altissimo.

Da migliorare l’uso del contropiede. Manca terribilmente un tipo come Pepe e un contropiedista come Matri.

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