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Juventus-Genoa 2-2 Destabilizzazione… completata!

Squadra affannata, a tratti impaurita, sicuramente distratta. Certo anche Conte pare metterci del suo.

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Non fosse per Pirlo e Matri – probabilmente i due uomini che non toglierei mai dall’undici iniziale, anche il giovedì pomeriggio – tutti gli altri hanno subito un certo rilassamento.

L’assenza di Buffon è ininfluente, perché Storari alla fine ha salvato il risultato. Mentre è preoccupante l’assenza di Vidal. Quando manca… si sente. Il cileno è colui che riesce a dare forza e consistenza a un reparto dove la latitanza di ali vere è imbarazzante.

Partiti – in tutte le formazioni di inizio anno – con Elia e Krasic, questa Juve rimpiange già Giaccherini. La sfortuna, insomma, torna a bussare alla porta. Ma stavolta si doveva vincere, proprio per dare un segno tangibile di una forza ritrovata. Invece nulla!

Il passaggio al modulo a una sola punta ha prodotto un pericoloso arretramento del baricentro. E il gol subito è solo l’ennesima conferma: la prudenza, nel calcio, non ha mai pagato.

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Difesa distratta dove, a parte Barzagli, semplicemente maestoso, gli altri non sono all’altezza di una maglia che cerca ancora un padrone. Chiellini, prima o poi, dovrà chiarire cosa c’è che non va. Perché gli errori si moltiplicano e questo la Juve, che non può guardare in faccia nessuno e che deve badare prima a se stessa e poi alle bandiere, non può proprio permetterselo.

E allora via ai sondaggi. Mancano le ali e si tornerà sul mercato perché non più una priorità del tecnico, ma una plastica necessità contingente di una rosa che ha ancora fuori gioco Quagliarella (qualcuno mi spieghi l’impossibilità di utilizzarne il genio!) ed Elia (che non è possibile sia stato già accantonato).

Conte resta il leader di un gruppo che ha certamente migliorato la qualità, che ha certamente confermato alcuna bontà in alcuni suoi elementi (lo stesso Marchisio, poi Matri, Barzagli, Storari, Lichtsteiner, e lo stesso Vucinic), ma che evidenzia lacune e deficit a centrocampo e in difesa.

Così il Conte pensiero “non ho mica Tevez e Nani” torna con un’ombra minacciosa. Forse, solo l’ennesima grande verità rivelata ai più.

Detto questo non si può non notare la grande ironia in giro per i quotidiani. Segno che le bufale son tornate. Tocca ora a Marotta e Andrea Agnelli ricreare quello scudo protettivo che aveva permesso a Moggi di isolare il gruppo Juve dalle tremende cazzate e dal copioso fango che pioveva addosso.

Mi sarebbe piaciuto vedere uno stadio-bolgia. Mi sarebbero piaciuti cori per Andrea Agnelli, per Conte, per Del Piero. Abboccare così a un colpo basso di Gazzetta e Repubblica è da idioti. E allora ci meritiamo il sorpasso. Per quanto mostrato in campo… e soprattutto per quanto mostrato fuori.

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