Conte e Agnelli sulla stessa linea d’onda. Avrà ragione il tecnico a dire che “vogliono sfasciare la Juve per non farla rivincere” e avrà pure ragione il Presidente “ogni risultato va sudato, forse dopo due anni abbiamo sbagliato qualcosa tutti”. Il punto è che bisogna ripartire e chi meglio di loro due sa come?!

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Conte e Agnelli devono guidare la truppa verso un traguardo prestigioso e verso altri due obiettivi, parimenti importanti. Ci sono le basi per farlo, è mancata la voglia. Quella voglia che Conte sembra avere e di sicuro ha, quella voglia che abbiamo dato per scontato nei ragazzi. Basta guardare la corsa di Tevez e la corsa di altri, per rendersi conto di ciò.

Ora voltiamo pagina. Fin qui ci siamo allenati. D’ora in avanti si farà la vera Juve.

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Conte varia il modulo e torna al 3-5-2. Non è però una sorpresa dire che si fida pochissimo di chi andrà in fascia. Asamoah a sinistra e Isla a destra sono pugnalate al cuore di un tecnico che ha basato molto delle sue tattiche sull’efficacia degli esterni. E l’assenza di Lichtsteiner è purtroppo più decisiva di quanto non si pensi. La domanda, perciò, è se non conveniva insistere con un 4-3-1-2 che è sembrato davvero performante contro il Real Madrid.

Riposerà Marchisio, mentre in difesa nessuno perderà il posto. Col rientro di Bonucci, Ogbonna tornerà in panchina. In avanti, visti alcuni problemi fisici di Giovinco, Llorente e Tevez restano gli unici disponibili.

Per la Juve si profila un periodo molto complesso: oggi il Genoa di Gasperini, poi il Catania nel turno infrasettimanale, quindi Parma e poi Real Madrid e Napoli.

Juventus-Genoa Gli 11 di Conte

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