Non è il più semplice degli avvii. Non lo è per Max Allegri. Non lo è per noi. In totale emergenza, dove però dobbiamo esaltarci, superando le difficoltà con la classe innata che è nel nostro DNA.

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Si ferma Vidal, nonostante il tweet. Continuiamo a pagare dazio alle Nazionali. E poiché mandiamo i migliori in giro, paghiamo sempre con le assenze più pesanti.

La cosa più sfigata è che si è fermato pure Tevez, allenatosi a Vinovo poiché l’Argentina sembra non averne bisogno. Brutta botta. Brutto segno, soprattutto.

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Scomodiamo pure le carte, le lune, le credenze, ma ormai è scientifico il calcio ed è scientifica la preparazione fisica. Sembra mancare la giusta concentrazione dopo l’addio di Conte. Sembra ci sia eccessiva rilassatezza che provoca queste distrazioni muscolari. Probabilmente (leggi sicuramente) sono cambiati in corsa i metodi di allenamento.

Come reagire?

Coman, innanzitutto. C’è Giovinco pronto, ma io – e forse Allegri – dovrebbe insistere su questo francese. E poi Pereyra, provando a preservare la salute di Arturo che è il perno di tutto il centrocampo. Certo, Barzagli, Pirlo, Vidal, Tevez: manca lo scheletro.

Ma qui si deve vedere la mano di Allegri. Serve serenità. Serve lo stesso carattere, anzi più incarognito contro la sfortuna. Anche perché non ci possiamo permettere di rallentare.

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