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Juventus-Inter Ecco perché stasera sono loro i favoriti

Disse un giorno, uno dei più grandi dirigenti del calcio italiano, che il tempo sarebbe stato galantuomo e che tutte le cose sarebbero tornate al loro posto. Sono bastati 5 anni perché tutto tornasse al posto giusto.

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Oggi, giorno della sfida Juventus-Inter, le cose sono addirittura migliorate. Per il bene della Juve, ovviamente.

23 punti di distacco, record positivi da una parte, record negativi dall’altra. Affari e affaracci, figurette, lamentele, soldi indonesiani spesi come nell’era felice di Moratti.

Juventus contro Inter è qualcosa di più di una sfida calcistica. Inutile dire il contrario. A Milano si gioisce per Farsopoli, con grande sforzo intellettuale nell’accettare una situazione che loro hanno costruito e a cui credono soltanto loro. A Torino hanno fatto il pieno di orgoglio e si sono ripresi tutto.

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Juventus contro Inter è qualcosa di più di una sfida calcistica. E’ lo scontro fra chi usa molto la fantasia e chi pratica l’onestà intellettuale. La fantasia di credere a cupole senza mai fare introspezione, analisi oggettiva della situazione in casa propria. L’onestà (e la pazienza) di dire peste e corna di una gestione societaria, dei Cobolli e dei Blanc, senza attingere a complotti e piani dolosi esterni, e ripartire con grande forza.

Ora ci risiamo. Da una parte si piange. Sconfitte e gravi defezioni tecniche vengono giustificate da arbitri strani, da fischi strani, da qualche piano diabolico contro di loro, senza però spiegarne i motivi congeniti di un tale sistema-contra-nerazzurro. Dall’altra si cerca di parare quanti più colpi: squalifica di Conte, assalto allo Stadium, titoloni di giornali pilotati da direttori tifosi, servizi televisivi ai limiti del ridicolo. Da una parte si inanellano figuracce, dall’altra si scrivono nuove pagine di storia.

Juventus contro Inter è qualcosa di più di una sfida calcistica. E dopo Farsopoli non può essere una semplice sfida calcistica. Hanno violentato la vecchia dirigenza imbastendo un processo farsa smascherato dal Tribunale, nonostante proprio tutto non si potesse più sistemare. Hanno violentato il calcio italiano trasformandolo, per tre anni, in una sorta di torneo aziendale. Tutto, per giustificare anni di cazzate, di mosse sbagliate, di 1000 miliardi buttati in un mercato a tratti ridicolo. Ora son finiti a chiedere aiuto in Indonesia. E l’unica gioia passa da una singola partita del campionato di Serie A.

Ecco perché stasera sono i favoriti.

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