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Juventus-Lazio 2-1 Del Piero fa giustizia

Antonio Conte tiene tutti fermi fino all’ultimo minuto quando finalmente comunica la formazione. E’ un 4-3-3 con Lichtsteiner sulla destra e Chiellini spostato a sinistra, fuori De Ceglie. In attacco Pepe affianca Quagliarella e Vucinic.

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Per Reja invece il solito modulo con 8 uomini dietro la linea del pallone, poi trasformato in un banale 9-1-0 visto che la Juve tiene la difesa fino al centrocampo.

Cronaca 1° tempo

La Juve è devastante e va di corsa. Ci prova subito Quagliarella da fuori, ma Marchetti comincia la sua serata magica. Su cross di Chiellini ancora l’attaccante di Castellamare manda a lato. Juve che allarga il gioco sulle due fasce e punta verso il centro con Marchisio e Vidal sempre pronti dal limite.

Al minuto 17 Quagliarella si libera da fuori area, ma anziché tirare serve Vucinic che ciabatta. Al 20′ Diakité già ammonito entra da dietro, ma l’arbitro sorvola.

Discesa pazzesca di Bonucci che prova dalla distanza: palla alta. Non ci sono spazi così la Juve prova da fuori.

La Lazio mette il naso fuori soltanto al minuto 25 quando da un fallo non fischiato a Quagliarella nasce una punizione interessante: batte Ledesma, ma Buffon è attento. Sul ribaltamento Chiellini per poco non manda in rete Pepe che arriva in ritardo.

Martellante la Juve ch al minuto 27 costruisce un’azione meravigliosa: Vucinic per Marchisio che di prima smarca Vidal e da questi a Pepe che spara su Marchetti. Poi al 29° ecco la magia di Pirlo che dal limite libera Pepe che stavolta stoppa e gira in rovesciata in rete. Non poteva proprio sbagliare e la Juve è in vantaggio.

La squadra insiste cercando la seconda rete. Vidal da 65 metri per poco non prende il jolly della serata: Marchetti smanaccia in angolo e farà lo stesso su Quagliarella che in area gira debolmente.

Nel finale la Lazio tenta qualche ripartenza, mentre Vucinic sbaglia un tiro facile facile dopo l’ennesima invenzione di Pirlo che aveva liberato al cross Lichtsteiner. Ci prova pure Vidal da fuori: soltanto angolo.

Al minuto 44 la beffa delle beffe: viene fischiato un fallo assurdo a Pepe che viene sovrastato dal marcatore. Dalla punizione nasce il cross decisivo che libera Mauri in area. Finisce l’imbattibilità di Buffon e la Juve spreca in modo vergognoso un dominio assoluto e a tratti imbarazzante.

Da segnalare l’ennesimo rigore non concesso a Vucinic al minuto 23: si libera di prima del suo marcatore Scaloni che lo blocca e lo atterra. Damato riesce a fischiare il fallo contro l’attaccante bianconero. Unito al fallo fischiato a Pepe fa l’ennesimo errore contro la Juve che condiziona il risultato al pari degli errori sotto porta.

Analisi tattica del 1° tempo

Poco da dire. Conte mette in campo un 3-4-3. A tutti gli effetti Lichtsteiner è sempre molto alto, mentre Chiellini è molto meno propenso a spingere. Vucinic parte molto largo, ma poi si accentra. Così come Pepe che libera spazi per Lichtsteiner.

Ottimo Vidal e molto bene Quagliarella sempre più a suo agio nel ruolo di prima punta. L’attaccante riesce a giocare benissimo spalle alla porta e pare avere il piede caldo. Serenità mentale ritrovata.

Cronaca del 2° tempo

La Juve risente della grande partita di Palermo e perciò i ritmi non sono così elevati come nel primo. Ma la voglia e l’organizzazione sono eccezionali. Un cuore grande, questo sì rispetto al cu…ore di altre squadre.

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La Juve spinge sospinta da un Pirlo che in questo momento è uno dei giocatori più forti al mondo. Nel suo ruolo non ha eguali. Forma smagliante, velocità di pensiero come nessuno.

Damato ci fa subito capire che tipo di direzione sarà la sua in questa seconda frazione: giallo per Lichtsteiner al 46°, poi a Chiellini al 48° (assurdo) e poi anche a Quagliarella in un calcio d’angolo pericoloso su segnalazione del guardalinee. Ci piace sapere perché il guardalinee vede quando deve vedere contro la Juve e non vede quando magari i colpi li ricevono i bianconeri.

Una palla avvelenata di Quagliarella al minuto 50 comincia un’altra devastante prestazione in zona gol. Stavolta l’aggettivo è usato con accezione negativa: la squadra produce una quantità industriale di palle-gol, ma ne sfrutta pochissime.

Al minuto 51 fantastico cambio di gioco di Pepe che trova Vucinic: stop eccezionale a libearsi per il tiro, ma angolo troppo chiuso.

Damato inverte due falli laterali e fa letteralmente innervosire Lichtsteiner e Vidal che lo mandano a quel paese. Soprattutto quello del minuto 53 è bestiale: Barzagli copre la palla e rimette in gioco, ma per Damato Barzagli ha visto male.

La Juve preme a testa bassa, le energie cominciano a mancare. Soprattutto a Vucinic che comincia indispettire il pubblico con alcune giocate prive di grintà e di utilità. Si riscalda intanto Del Piero mentre Marchisio tenta la fortuna da fuori.

Al minuto 66 Vidal scucchiaia per Lichtsteiner che però ciabatta. In area, da solo, c’era Chiellini. Lichtsteiner si ripete tristemente qualche minuto più tardi quando sbaglia il cross. Entrano Matri per Pepe e il Capitano per Vucinic.

Damato intanto fischia tutto contro la Juve. Davvero stupiti per un atteggiamento così palesemente di sfida.

Al minuto 77 Del Piero si carica sulle spalle la Juve. Va via a tre uomini a centrocampo, scambia con Vidal, ma il tiro che ne esce è parato da Marchetti. Poi ancora Del Piero che libera stupendamente Lichtsteiner sulla destra che mette in mezzo, ma il destro di Chiellini è da film  horror.

Entra Giaccherini per Vidal stremato. Al minuto 82 tutti in piedi (e il mio divano rotto): punizione shock di Del Piero che beffa da 30 metri Marchetti battendolo sul suo palo. Qualcosa di geniale, così come solo i geni sanno fare.

Finisce qui. Giustamente la Juve porta a casa tutta la posta, ma Conte dovrà lavorare tantissimo per migliorare il neo delle poche occasioni sfruttate.

Analisi tattica del 2° tempo

La Juve si affida anima e corpo a Pirlo. Vidal e Marchisio rallentano e così si abbassano lasciando spazio all’inventiva del bresciano. Spenti Pepe e Vucinic giustamente sostituiti e per noi è questa la mossa vincente. Del Piero galleggia fra le linee con una eleganza magnifica. L’asse con Pirlo funziona e la Lazio va in scacco.

Bene Quagliarella, sicuramente l’attaccante che a questo punto garantisce le migliori prestazioni e giocate. Maluccio Matri che doveva garantire più cattiveria in attacco. Il ragazzo soffre forse la scarsa fiducia di Conte.

Niente di particolare da segnalare, tranne il fatto che questa squadra impressiona per volume di gioco, palle gol create (e poco sfruttate) e una voglia pazzesca di stupire.

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