Non le manda a dire. Non sarà simpaticissimo, forse perché non sbaglia mai un concetto. Da Pogba dato per partente, nonostante Marotta continui a ripetere il contrario, a frasi cambiate, alle gufate. Conte sceglie bene la polemica stavolta e punta sulla divisione oggettiva che è in atto in Italia da molti anni: o con la Juve o contro.

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Questo per dire che quanto sta facendo la Juve, purtroppo si riflette positivamente sul sistema Italia di cui noi, ovviamente, faremmo anche a meno.

Pirlo abbatte la porta del Lione a inizio partita, poi la Juve si complica un po’ la vita, per poi allontanare le paure col gollonzo di Marchisio. A noi le cose facili proprio non piacciono. Attenzione, però: le tre semifinaliste son parecchio pericolose se prendiamo sottogamba la manifestazione. E, a questo punto, una figuraccia sarebbe figuraccia europea.

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D’altronde c’è pure da blindare il campionato, un terzo scudetto che non può non essere nostro, ma che nostro ancora non lo è.

E allora conviene misurare per bene le forze e schierare di volta in volta la formazione migliore. Possibilmente risparmiando i ragazzi che non sono al 100%. Sintomatiche le frasi di Pogba a fine partita, quando ha benedetto la panchina così da rifiatare un po’.

L’importante è comunque aver portato a casa la semifinale, con una magia di Pirlo e un colpo di fortuna di Marchisio. L’importante sarà ora giocarci al meglio le nostre carte, visto che tutto è alla nostra portata purché si giochi da Juve, purché si giochi da grande squadra quale siamo.

Non possiamo farlo se lo stadio resta muto. Non possiamo farlo con supporters così poco rumorosi. Ha ancora e sempre ragione Conte: ci siamo dimenticati da dove si viene?

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