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Juventus-Lione 2-1 Siamo sulla buona strada

Erano anni che non vedevo una Juve così: cazzuta (pure troppa), ben messa in campo, equilibrata e finalmente con un gioco arioso. La mano di Del Neri si vede già perché le fasce funzionano (non ancora benissimo), i centrali di centrocampo fanno un lavoro impressionante, la difesa è pienamente registrata (in attesa della forma di Chiellini e di Bonucci) e l’attacco sta ingranando. Come al solito, il risultato finale non conta. Per di più la Juve è stata in vantaggio numerico per circa un’ora a causa dell’espulsione dell’ex-giocatore (praticamente) del Milan. Ma anche in 11 contro 11 la Juve era padrona del gioco e del campo.

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A stupire piacevolmente è le scarsissime occasioni (per quantità e per qualità) concesse agli avversari, stavolta di ben altro livello rispetto ai precedenti e in piena forma visto che la prossima settimana giocheranno la prima giornata della Ligue 1. La squadra bianconera appare molto attenta e protetta, concede poca profondità e riesce ad attaccare con molti uomini. Cominciamo ad analizzare i singoli.

L’uomo in più, quello che mancava e che rischia di sbancare. E’ Marco Motta che, nel momento in cui avrà un partner ideale tipo Pepe, riuscirà ad aessere anche più incisivo di quanto non lo sia già. Spinge tantissimo con intelligenza e la sua attenzione in zona difensiva è preziosa. Era proprio il terzino che mancava, peccato che non si possa sdoppiare: il titolare è lui, ma in panchina?

A mio parere il migliore in campo è stato Sissoko. Sfiancante per gli avversari, prezioso per il compagno di reparto. Imposta e difende, sradica palloni su palloni e rilancia l’azione come i migliori trequartisti, spinge e ripiega sulle zone scoperte (tipo la fascia di Martinez). Non è mai stato sul mercato, figuriamoci dopo queste uscite. Con lui si muove alla grandissima Marchisio: enrambi promuovono un pressing eccezionale che consente alla seconda punta di ripiegare meno. In attesa del miglior Felipe Melo, il centrocampo Juve appare decisamente in buonissimo stato. Occhio pure a Ekdal che andrà in prestito: scommetto che il prossimo anno sarà in pianta stabile nella rosa bianconera.

De Ceglie ha spinto poco, dosando le discese, ma applicandosi in zona difensiva. Lo richiedeva la situazione e probabilmente è stata una richiesta di Del Neri.

Chiellini è apparso in ritardo di condizione. Manca la brillantezza e la lucidità e per questo è autore di sbavature che non generalmente non fanno parte della sua partita. Rischia il gol nel secondo tempo su uno schema che vedremo spesso. Vai Giorgio, lavora!

Legrottaglie pare ringiovanire con il passar del tempo. Probabilmente  sta riprendendosi gli anni buttati via fra distrazioni e periodi neri. Sarà preziosissimo durante tutta la stagione, anche perché gode della piena fiducia della rosa e di Del Neri.

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La coppia Del Piero e Amauri appare un attimo contratta. Non credo si integrino benissimo perché sono abbastanza statici entrambi e le fasce non carburano. Del Piero c’è ma gli manca da morire Trezeguet e si vede. Quando finalmente decide di dialogare con Amauri sono dolori per la difesa avversaria. Il problema è che questi episodi sono rari e per due attaccanti la cosa non è piacevole. Per Alex arriva il gol su rigore. E’ comunque palese che Del Neri abbia puntato su due coppie precise e che questi due partono non con i favori del campo per due maglie da titolare.

Lanzafame non va messo troppo sotto pressione. Sta facendo bene, ma deve lavorare molto sul cross e azzardare qualche dribbling in più quando si trova a ridosso dell’area avversaria. Per il resto è scarsamente lanciato da Del Piero e poco assistito da Amauri.

L’ingresso di Pepe ha dato la svolta al match. La sua spinta e i suoi dribbling, il suo sapersi accentrare palla al piede e i suoi inserimenti potrebbero dare alla Juve quelle soluzioni che lo scorso anno Ferrara non ha mai avuto. Del Neri lo sa e il lunghissimo colloquio nell’intervallo dimostra come il tecnico friulano stia pian piano plasmando la Juve alla sua idea. Nel secondo tempo, con Diego in regia e Pepe sulla fascia è tutt’altra musica. Molto piacevole e destinata ad aumentare l’audio con la condizione e col passare del tempo.

Chiusura dedicata a Storari e Diego. Il portiere continua a confermarsi. Il valore di un portiere aumenta in senso inversamente proporzionale rispetto al numero degli interventi. Per Storari soltanto un’uscita e una parata d’istinto su un calcio di punizione dal limite. Siamo in buone mani e chiedo ancora scusa a Marotta. Il rigore quasi lo prende, ma non gli si può certo chiedere il miracolo.

E veniamo alla nota più positiva di questa nuova stagione. La rabona vale il prezzo non già del biglietto della partita, ma di un intero abbonamento allo stadio. Parto proprio da qui, da un gesto che vuol dire tanto. Serve faccia tosta, molta qualità perché è andato a segno, e serve tanta concentrazione per pensarlo in una partita ad alto tasso di verità. Tanto movimento per il brasiliano che con Del Neri è più vicino alla porta. Suo un tiro di poco alto, una punizione che ha sfiorato l’incrocio, una mezza ciabattata sul portiere, un paio di assist mal sfruttati, moltissime aperture (che valorizzano proprio il suo gioco), un sacco di contrasti vinti e un possesso palla finalmente non-fine-a-se-stesso. Diciamo che è il Diego che avevo apprezzato in Germania. Adesso serve continuità e ascoltare gli spalti. Il coro “Diego Diego” supera addirittura quello per Alex il Capitano. Gli applausi e l’incoraggiamento la dicono lunga su questo ragazzo. Pure Del Neri lo punzecchia e pare pesare le parole proprio per tenerlo sempre sulle spine. E’ lui che ha le chiavi necessarie per aprire e svoltare la stagione. Di questo Diego la Juve non dovrebbe privarsi. Serve, è vero, una prima punta tipo Dzeko, ma serve pure non disperdere il talento del brasiliano.

P.S.

Siamo alla terza uscita e Martinez continua a non convincere. Stavolta mancano proprio le idee e le gambe non rispondono. E’ nervoso e inconcludente. Soltanto a sprazzi accelera, ma non è mai incisivo. Che succede? Krasic è avvertito!

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