Il Re Leone torna a ruggire. Due gol per sbarazzarsi del Livorno, risolvere la pratica già nel primo tempo e lasciar scorrere la partita serena e tranquilla in vista del Lione, giovedì sera.

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Ma quello che più interessa i tifosi, Antonio Conte in primis, è che la Juventus pare aver ritrovato una certa gamba e una certa fluidità di pensiero, ben visibile nelle statistiche di fine partita. Trame più scorrevoli, un numero di tocchi impressionante, ali che sono tornate ai loro livelli. In particolare Asamoah, apparso particolarmente ispirato e maturo di un ruolo che ora sente più suo. Buon per noi, anche se lì bisogna comunque intervenire.

Il risultato, oltre al secco 2-0, è che le distanze sono tutte ristabilite, compresa quella sul Napoli tornato a un glaciale -20. 7 giorni dopo il San Paolo, i festeggiamenti sono clamorosamente e definitivamente finiti.

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Conte adesso può sorridere. Il momentaccio fisico è passato, almeno così sembra. E dall’infermeria cominciano ad arrivare rinforzi. Lunedì, per esempio, torna Barzagli. Un plauso a Caceres è d’obbligo: preciso, attento, si è sacrificato alla grande. Elemento importante nello scacchiere di Conte. E se limita le disattenzioni, può ereditare senza problemi lo scettro di Barzagli.

Così come un plauso va a Marchisio. Il Principino ha sfoderato un’altra bella prestazione. Lì in mezzo l’ingorgo è imponente. Da Pirlo a Vidal, passando per Pogba, ci sono tre maglie per quattro fenomeni. C’è bisogno di tutti, specie dell’umiltà e della pazienza di Claudio che ha accettato a denti stretti una panchina che, a livello teorico, non è mai meritata. Bianconero vero, con classe immensa, surclassato solo dalla crescita paurosa del francese e del cileno. Chissà se potrà davvero essere l’erede di Pirlo.

Adesso cosa ci tocca? Ci tocca un Lione che giovedì sera proverà a darci fastidio. Poi l’Udinese, di lunedì, mentre la Roma se la vedrà con l’Atalanta di Colantuono. Successivamente sarà la volta di due turni impegnativi per la Roma e, sulla carta, più abbordabili per la Juve, che però troverà per la strada formazioni che devono salvarsi. Ergo, il gioco delle stelline dei giornali lascia il tempo che trova. La verità, come ha detto Conte è solo una: “io non mi fido, bisogna mantenere alta l’attenzione”. La voglia, la ferocia. La strada è tutta nostra: percorriamola!

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