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Juventus-Napoli 3-0 Siamo solo al 76%

La Juve asfalta il Napoli. Punto. Poco altro da dire. Anzi. A dire tutto ci pensa Conte in una frizzante intervista post-partita. La stessa intervista, rilasciata alle varie televisioni. Con tanti sassolini.

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Una critica va al sottoscritto: col 3-5-2 ha soppiantato le idee tattiche di Benitez che non hanno mai trovato applicazione contro la Juve. Di fatto, è la critica pesante ai vari Pistocchi: fenomeni (compreso me) senza mai scendere in campo, ovviamente. Comodi comodi su una poltrona di uno studio televisivo o sulla poltrona del mio ufficio.

La Juve è ai vertici del calcio italiano. Da almeno 3 anni. Lo ricorda con fermezza Conte “perché qualcuno fa finta di dimenticare”. Lo ricorda anche alla luce degli investimenti dei bianconeri “vogliamo davvero fare i calcoli”? Un Tevez preso a 9 milioni di euro e uno Llorente preso a parametro zero hanno fatto più e meglio degli acquisti milionari di Higuain e Callejon, tanto per capire dove voleva andare a parare Conte.

Panchina corta, ma panchina pensante se c’è lui in panchina. Lui che fra panchina e campo ha certamente vinto più di Benitez. Lui che esprime al massimo il desiderio perverso dello juventino “di vincere sempre, perché se quest’anno non vinco ci rimarrei malissimo”. Conte contro tutti, perché francamente ci siamo rotti le balle dei falsi opinionisti che inondano le TV ormai demenziali.

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L’unico a rilasciare commenti obiettivi, udite udite, è Arrigo Sacchi. L’unico con il quale si può veramente parlare di cosa questa Juve sta facendo da tre anni. Senza la squadra più forte, forse sulla carta. Senza gli acquisti più pregiati, certamente nel prezzo. Ma con la forza e la qualità di un lavoro enorme che ha un unico colpevole (è la parola più corretta pensando ai vari Porrà e Pistocchi di turno): Antonio Conte, da Lecce.

Il siluro di Pogba è solo il più bel gesto a suggellare una partita quasi perfetta. Il “quasi” è giustificato dal fatto che siamo in un mondo reale, e quindi imperfetto. Figurarsi se un po’ di delusione a non aver vinto 5-0 o 7-0 c’è, in fondo. Pogba costato zero euro. Pogba che ha solo 20 anni e tantissimi pregi.

Al di là dei meriti, al di là di un Pirlo che ha deciso di tornare Pirlo e quindi a livelli che per ogni mortale calciatore nemmeno lontanamente sfiorabili. I suoi 95 km/h sono stati battuti dal solo Pogba (102 km/h), ma la prodezza balistica è roba da far scattare Buffon a farsi 100 metri di campo per andarlo ad abbracciare. Dopo una partita così, di sostanza, di qualità, di intelligenza, di cuore.

E’ la Juve a essere tornata Juve. E se la Juve fa la Juve, come ha detto Llorente, c’è poco da fare. Con le assenze. Con la stanchezza. Con la forza di un’organizzazione maniacale.

Tre babà. Senza il rum. Sono gli altri a essersi ubriacati. Unico rimedio per curare l’antijuventinismo molesto. Buon campionato a tutti. E chissà se qualcuno, ieri notte, è fuggito via a cavallo di un motorino.

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