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Juventus-Napoli 3-0 Tutto chiaro?

La Juve batte il Napoli. Per meglio dire: la Juve distrugge il Napoli. Troppo superiore per concedere il lusso del pareggio, troppo superiore anche solo per abbozzare un minimo di polemica. Che risulterebbe anche deprimente alla luce dei numeri messi assieme da Conte e dalla sua banda.

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Gli altri protestano, sbraitano, vanno fuori di cervello nel tentativo di capire come mai questa Juve va così forte che per stargli dietro sono costretti ai soliti magheggi. Tante TV a supporto, tanti giornali a supporto dell’impresa rossonera, ma la vera classe è al servizio di Conte. O viceversa.

Il tecnico bianconero, in soli 7 mesi di lavoro, ha saputo mettere insieme un gruppo che fa paura, anche solo per il fatto che è destinato a crescere nella prossima sessione di mercato. Un gruppo che può contare su una classe immensa e su una forza mentale che era propria della squadra di Lippi e poi quella di Capello. Una Juve così forte e così bella non si vedeva da tantissimo tempo. E la stagione non è ancora finita.

Una Juve troppo veloce per un Napoli intimidito dall’entusiasmo dello Juventus Stadium (quanta brutta gente ieri a cantare e applaudire!) e messo alle corde proprio nel loro ambiente naturale: la ferocia tattica con la quale si affronta una partita. Le corsie laterali sono state letteralmente dominate da un De Ceglie impressionante e il duo Lichtsteiner-Caceres. I tre tenori partenopei non hanno cantato perché l’orchestra bianconera ha messo il volume alle stelle. Troppo forte quel trio maledetto: un talento di casa Juve (Marchisio), un vecchietto (Pirlo) e un autentico guerriero dai piedi fatati (Vidal).

Escluso il centrocampo del Barcelona facciamo fatica a mettere assieme così tanta classe e tanta combattività in giro per il mondo. Tornati in forma Vidal e Marchisio la Juve ha ripreso a girare a ritmi insostenibili per tutti. Champions, Coppa Italia o partitella del giovedì… scuse che non reggono visto che la Juve ha subito due mesi assolutamente massacranti dal punto di vista degli impegni: l’onestà intellettuale di molti dovrebbe prevalere quando si mettono assieme minuti e partite infrasettimanali giocate. Ma va bene così.

In fondo questa Juve ha dato fastidio nel momento in cui si è capito che il trend iniziale di Conte era destinato addirittura a durare nel tempo e così è infatti. E così, mentre gli altri taroccano le immagini sfruttando male Photoshop, e mentre le TV si sbattono nel tentativo di trovare del fango da gettare addosso alla Juve (ora il Calcioscommesse, ora il caso Buffon, ora il killeraggio contro Bonucci e Vidal, ora il caso Del Piero), la Juve gioca, macina entusiasmo ed è tornata a segnare.

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Curioso: sblocca Bonucci nel modo più bello. Il ginocchio è avanti a tutti nel momento in cui Vucinic calcia, bene: scaliamo 1 dal nostro elenco di crediti nei confronti dei fischietti. Proprio lui, poi, Bonucci: quanta cattiveria nei confronti di un ragazzo che sta crescendo tantissimo!

E poi c’è quel fenomeno di Vidal: gol da urlo, roba da mandare in visibilio un intero stadio. Comprato alla stessa cifra con la quale Alvarez è arrivato alla Pinetina, questo cileno dal cuore d’oro sta facendo impazzire i tifosi col volume di gioco che scatena in ogni gara e con giocate di altissima classe. Avesse la casacca rossonera si parlerebbe di un campione, ma siccome è alla Juve si continua a discutere che tipo di giocatore sia. Lo sa bene Conte che ne conosce la vera risposta e lo sa benissimo il pubblico bianconero: è un fenomeno. Perché uno che riesce a coniugare quel tipo di fase difensiva (ricorda Davids per la ferocia con la quale attacca l’uomo) con quella qualità in fase di costruzione e di attacco è… a tutti gli effetti un fenomeno.

E per uno strano gioco del destino, a segnare il terzo gol è l’uomo che più di tutti meriterebbe fortuna: quel Fabio Quagliarella che ha poi quasi realizzato un miracolo balistico con quel tiro da 50 metri uscito di pochissimo. Ora Conte dovrebbe avere la compiacenza di farlo giocare sempre, dal primo minuto, almeno per un paio di partite. Quando è entrato lui l’attacco ne ha beneficiato in termini di vivacità e intraprendenza, cosa che Borriello non può garantire e non garantirà. E’ l’unico difetto che rintracciamo in Conte: un’insistenza vana e che può diventare pericolosa in Marco Borriello, uno da non riscattare e anche da non far più giocare. Occasioni sprecate, basta così. Ci sarebbe un rigore solare su di lui, ma non è più una notizia.

Sono così solo 2 punti, solo 2 miseri punti. Il rammarico per le numerose occasioni sprecate nei pareggi (un po’ per demerito nostro, un po’ per merito della banda di Galliani, arbitri compresi) aumenta la consapevolezza di avere per le mani un potenziale incredibile. Il potenziale di una squadra destinata a crescere e a raccogliere moltissimo in futuro. Solo che il futuro è appena cominciato.

P.S.

In un articolo a parte affronteremo il tema del “senza voto” con cui la Gazzetta ha timbrato la prestazione di Del Piero. Al peggio non c’è mai fine…

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