Conte aveva in mente il 4-3-3. L’Europa ha fornito al tecnico bianconero l’indicazione più importante sulla più valida alternativa al suo cavallo di battaglia di nome 3-5-2.

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Caceres e Chiellini fuori complicano la vita di una possibile difesa a 4, visto l’assenza di Lichtsteiner. Perciò il tecnico leccese si rifuggia nel 3-5-2. Con gli esterni di centrocampo che saranno Asamoah e Isla. Qui si gioca una bella fetta di match. Lo svizzero mancherà tantissimo in fase di spinta. Mentre Ogbonna è chiamato a confermare i 13 milioni di euro di valutazione.

Altra zona del campo che darà risposte importanti per Juve-Napoli è il centrocampo. Più che la sfida fra Pirlo e Inler, saranno decisivi gli scontri in fase di interdizione fra Vidal, Pogba (favorito su Marchisio) e i cagnacci di Benitez.

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Tevez e Higuain dovranno far cambiare numero al tabellino. Accanto all’Apache giocherà Llorente. Lo spagnolo è in crescita. Indubbiamente deve migliorare, ma la sua struttura fisica appare tarata ai desideri di Conte. Qualche imprecisione in merito durante lo smistamento del pallone sarebbe cosa gradita.

La cosa preoccupante riguarda la panchina. Niente esterni (Padoin, De Ceglie, Peluso) contro Quagliarella e Giovinco. Più Marchisio. Sono questi i nomi a cui aggrapparsi nel secondo tempo.

Il tutto mentre la Roma se la prende col Palazzo. Il solito Palazzo. Con un meteo il cui vento appare soffiare forte. Chi sposti il vento, chi ci sia in quel Palazzo è un mistero. Un mistero misterioso che Conte dovrà alimentare fortemente.

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