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Juventus-Napoli: tatticamente parlando

La delusione da smaltire è tanta, e ancora non è andata via. Non per la sconfitta in sè, ma per l’approccio alla gara.

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Troppo molle la Juve, forse appagata dallo scudetto, impresa straordinaria, e impensabile a settembre 2011. Ma questo non può essere un alibi per una squadra che si chiama Juve e che vuole puntare a vincere, facendolo con la rabbia di sempre.

Detto questo, è facile parlare col senno di poi, ma soffermiamoci un attimo sugli aspetti tattici.

La gara è stata assolutamente condizionata dai due attaccanti: troppo statici, non hanno mai dato problemi ai difensori. Del Piero ha giocato perchè era l’ultima gara: primo errore, perchè è sempre una finale e ti devi presentare con la squadra migliore. Alex può fare bene solo 20′, gli ultimi. Borriello ci stava, perchè i giocatori del Napoli vanno in difficoltà con gli attaccanti forti fisicamente. Ma ci voleva Vucinic per dare a Marco la possibilità di far male.

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Sulle fasce la Juventus è apparsa molto timida. Lichsteiner impalpabile, mai pericoloso, anzi lo è stato, ma per noi: alla prima azione perde subito Zuniga! Marcelo Estigarribia si è limitato a bloccare Maggio, e lo ha fatto. Forse Conte ha chiesto solo questo.

Bloccate le fasce, si va per vie centrali, ma anche qui abbiamo fatto male. Pirlo marcato a uomo da Hamsik, e nel primo tempo non ha visto la palla. Nel secondo un pò meglio. Quando Pirlo non gira, Vidal e Marchisio prendono in mano la situazione: questo è successo in campionato, non in coppa. Zero inserimenti del principino, Vidal che ha sbagliato più del solito. E non è un caso che Bonucci si sia staccato dalla difesa più di altre volte.

Quando sono entrati Pepe e Vucinic la partita si è rianimata, abbiamo fatto 10′ ottimi. Ma troppo poco. Conte avrebbe dovuto rischiarne uno solo la davanti: o Borriello o Del Piero. Insieme a Vucinic.

Al di là dei tatticismi, la partita l’abbiamo persa nella testa: mentalmente siamo arrivati scarichi, troppo rilassati. Che ci serva da lezione per il futuro. Una squadra non eccelsa tecnicamente, e senza top player, non può prescindere dalla rabbia agonistica nelle partite che contano. E’ quella che ti fa colmare il gap con le squadre più forti. Anche perchè di fronte non c’era un Napoli irresistibile. Doppio rammarico dunque.

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