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Juventus-Nordsjaelland 4-0 La Juve non stecca

Qual è la differenza fra la Juve delle scorse partite e la Juve in Champions? L’orgoglio ritrovato. E l’orgoglio non ti fa sentire mai sazio, mai appagato di quanto fatto. Dobbiamo forse dire grazie ai nerazzurri se la Juve d’ora in avanti riuscirà a ritrovarsi. Sì, sembra strano dirlo, ma lo diciamo: riuscirà a ritrovarsi.

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Sembra strano perché questa squadra ha fatto qualcosa che nessun’altra squadra ha fatto con simile facilità: 1 sconfitta ogni 52 partite, avversari massacrati, tanti gol fatti e tantissimi che poteva fare, pochissimi gol subiti, pallino del gioco, possesso palla, campioncini in mostra. Sebbene sia l’attacco il problema registriamo pure cifre interessanti: 5 gol per Quagliarella in 10 presenze, 4 per Giovinco e Vucinic, 1 per Matri. Poca roba vero, ma se fosse stata tanta roba questa squadra avrebbe già chiuso i conti sia in Champions sia in campionato… e dove sta il gusto della sfida?

Ancora a segno Vidal, segna pure Giovinco. Il cileno è al terzo gol consecutivo, sempre più cannoniere stagionale. A leggere la media voto viene da sorridere: non ha ancora dato il meglio di sé, insomma non è il Vidal che tutti abbiamo conosciuto lo scorso anno. Pirlo sta macinando i soliti numeri: oltre 130 palloni toccati, ancora 90 minuti completati, tantissimi chilometri percorsi. E se l’appannamento di inizio stagione fosse stato solo il normale decorso post-preparazione di Conte?

Bene Isla: la gamba è quella giusta, e comincia pure ad assimilare quella sana voglia di accentrarsi, di attaccare l’area e di essere determinante in fase offensiva. Al netto del Nordsjaelland, è certamente l’ala che ci serve. Ora basta che continui a migliorare forma e integrazione negli schemi di Conte.

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La Juve è piaciuta per il tipo di atteggiamento. Pressing aggressivo come vuole Conte, squadra molto alta al punto che a tratti era molto allungata nei 100 metri e questo non è certo un bene. Difesa molto attenta, forse favorita anche dalla pochezza dell’avversario, ma dal centrocampo in su si sono rivisti i movimenti rabbiosi dei centrocampisti e la giusta voglia degli attaccanti di partecipare al pressing e alla manovra.

Gran gol di Giovinco che però deve migliorare dal punto di vista della serenità. Continuo a ripetere che il meglio di sé Giovinco lo può dare partendo dall’esterno, come il primo Del Piero. Non è fatto per giocare spalle alla porta: Sebastian vuole spazio, ha bisogno di ricevere la palla pronto per puntare verso il centro o verso il fondo. E’ uno dei pochi in grado di saltare nettamente l’avversario e servire palloni interessanti. Troppa cattiveria sul suo conto. L’anno scorso Vucinic, abbastanza anarchico come Giovinco, impiegò tutto il girone di ritorno per finalmente essere determinante. Conviene aspettare ancora Giovinco, posto che già così può andar bene.

Ottima la voglia della squadra di non mollare e non accontentarsi nemmeno sul 4-0. Voglia impressa nella faccia di Matri che ha però confermato gli enormi problemi in zona gol: che succede Ale? Dove è finito il mitra? Clamoroso il gol sbagliato a tu per tu e poi dove è l’atteggiamento da killer? Troppo morbido su certe palle, in ritardo su altre: non può essere questo, e ci dispiace, il bomber che può trascinarci in fondo all’anno. Ben altra sostanza Quagliarella che può vantare altre armi: tiro dalla distanza, opportunismo e quella sana pazzia che non fa mai male. I 5 gol in 10 presenze potrebbero significare anche qualcosa. Terzo in Champions, non male. Ora trovi il quarto contro i Blues.

L’urlo dello stadio nel momento in cui Pogba ha cominciato a scaldarsi è un qualcosa che non può essere veramente raccontato. Il ragazzino infiamma il pubblico, il pubblico crede nel ragazzino. Conte lo sa, ma sa pure che talenti del genere vanno anche gestiti al mondo d’oggi.

Conte sa pure che in sua assenza occorre molta solidità e tanta chiarezza e forse per questo non schioda dal 3-5-2. Sabato altro test importante, poi il Chelsea giorno 20 novembre. Sarà il primo dentro-fuori stagionale. La Juve è pronta?

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