E’ andata. 2-0, con due firme importanti. Non eccezionale come partita, ma è andata. Avanti di tre lunghezze sui giallorossi, con un paio di novità targate Allegri.

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Gioco rilassato, gioco spossato?

Ripetiamo: il gioco non è stato eccezionale. Ritmo lento, troppo fraseggio orizzontale che non ha mai portato seri pericoli al Palermo, tranne le improvvise accelerazioni, grazie all’inserimento di qualche centrocampista. Un ruolo importante l’ha giocato Pereyra, schierato a sorpresa sulla destra, con funzioni più d’attacco. Intelligente la mossa di spostare sul centro-destra Marchisio, molto più tattico di Vidal. Mossa che ha generato indirettamente il gol del cileno.

La Juve però sbaglia parecchio e alcune giocate sono molli, come se le voglie dichiarate facessero a cazzotti con la risposta delle gambe. La ferocia di Conte non c’è, e l’eccessiva rilassatezza si confonde con spossatezza, talvolta. Unito a un Palermo arroccato a ridosso della propria area, il tutto si è concretizzato in un match arido.

Tranne nel finale quando la Juve si è ancora sfogata sui ritmi e sulle occasioni create. Guarda caso, terza coincidenze in tre partite, quando Pirlo è uscito, e poi è entrato anche Giovinco.

Non sarà perciò il caso di dare respiro a qualche fuoriclasse un po’ in affanno?

Firme importanti, ma i big sono poco lucidi e incisivi

In ogni caso, bene così dal punto di vista delle firme. Ci voleva. Per loro due in primis, per la Juve in secundis che aggiunge un marcatore in più a chi è già andato in gol.

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Vidal zittisce, la cosa ci piace, visto che il gesto era rivolto ai media. Ma Arturo deve anche fare mea culpa e lavorare sodo per tornare al 100%. Già così è utile, ma solitamente lui è sempre stato fondamentale. E ci serve come il pane il miglior Vidal.

Llorente non zittisce nessuno, ma è andato a dormire contento. Se fai l’attaccante e il gol manca da otto partite, allora un problema c’è. Si sblocca alla sua maniera, di testa e timbra la prima rete personale in questa stagione. Non fermarti. Non fermarti.

Altra prova importante di Marchisio. Il Principino è forse l’uomo d’qeuilibrio più importante in questo periodo: impossibile giocare senza. E con lui in cabina di regia la squadra sembra acquistare maggiore velocità e dinamismo. Ok, il ruolo è giusto?

Capitolo Tevez: stanco, è stanchissimo e si vede. Meno elettrico e poco incisivo. Contro il Palermo si mette in luce per l’assist a Vidal che sblocca la partita, ma poi appare non il solito Apache. Giovinco scalpita, Morata di più: mercoledì sera conviene farlo rifiatare? Stesso discorso per Pirlo che continua a sbagliare una quantità incredibile di palloni. Incapace di garantire il giusto filtro a centrocampo, anche ieri ha concesso importanti ripartenze all’avversario. Max medita.

Cambio di modulo?

Così chiudiamo con la solita domanda: ma un cambio di modulo è improponibile? Lippi fu un maestro: durante la stagione si inventava nuovi ruoli nel tentativo di schierare la squadra più carica e più motivata, adattando lo schema tattico agli elementi più in forma.

Il 3-5-2 sembra talvolta un limite, più che un’opportunità. Conviene perciò capire quali sono le alternative. Max studia.

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