La Juventus nuova presenta problemi vecchi. Purtroppo è così, ed era una mia paura alla vigilia, quando ho letto che il Parma avrebbe giocato col 3-5-2. Lì ho subito capito che avrebbe giocato con una linea a 5 in fase di non possesso. Infatti sia Rosi che Biabiany erano molto bassi nel primo tempo. Nessun affondo per noi sulle fasce, tranne quello del rigore.

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Nel primo tempo abbiamo giocato male, sia per idee che per intensità. Il Parma, molto raccolto, ha fatto una grande prestazione. Ha chiuso tutti i varchi centralmente, e questo anche per la poca mobilita delle nostre punte: Giovinco e Vucinic hanno fatto l’errore di giocare spalle alla porta: con tre difensori forti fisicamente, hai la peggio. Tant’è vero che non abbiamo avuto profondità, mentre questa era la prima cosa da cercare, sfruttando la lentezza dei difensori parmensi. Vedete le giocate di Di Natale ad esempio: dà  una marea di problemi alle difese avversari perché attacca la profondità come nessuno. Si muove, e questo è già una grande caratteristica. Questo avrebbero dovuto fare gli attaccanti juventini, soprattutto con una squadra che chiude gli spazi come ha fatto il Parma. Nel primo tempo hanno giocato meglio, e hanno anche rischiato di arrivare al gol: al solito, la difesa alta ha consentito le facili ripartenze, come in supercoppa.

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Tra il primo e il secondo tempo ho pensato che il cambio giusto poteva essere un cambio di modulo: centralmente bloccati e con i nostri attaccanti praticamente fermi, c’era bisogno di allargare la difesa del Parma, e magari col 4-3-3 questo poteva capitare.Due attaccanti larghi che potevano portare fuori i difensori fuori, e creare quei buchi che nel primo tempo erano stati tappati bene dal Parma. Un po’ è successo quando abbiamo segnato: il gioco è stato allargato sulla sinistra, e l’imbucata dalla destra ha messo in evidenza il buco lasciato dai difensori. Così come la posizione di Vidal nel secondo tempo: non più al centro, ma un po’ più largo. La chiave per aprire le difese, quando si chiudono a riccio, è sempre quella di allargare le maglie: due esterni larghi creano sempre problemi, perché costringono i difensori a venire sull’esterno e a lasciare il centro: qui si crea il buco, o per l’inserimento centrale del centrocampista, oppure per il taglio dall’altra fascia. Da non sottovalutare i cambi di gioco: spesso sono decisivi, ma quando la palla gira velocemente.

Altro errore della Juve: la palla camminava troppo lentamente, e questo non poteva che agevolare gli avversari. Per la fase difensiva bisogna sempre tener presente che stiamo giocando senza il difensore titolare a sinistra: questo costringe Barzagli a giocare a sinistra, e non con il piede suo, e Bonucci a destra. Insomma , tutta la difesa gioca non a suo agio. Ma ancora una volta il peggior difetto è stata la difesa alta: il contropiede può far male, Conte deve lavorare ancora su questo aspetto. Non possiamo attaccare con dieci uomini in massa, si rischia grosso. La difesa ne risente, a maggior ragione quando gli altri hanno più gamba e ripartono a gran velocità. Anche questo mi ha colpito: l’anno scorso, nonostante la Juve spingesse, aveva sempre il pallone sulle respinte avversarie: eravamo lo stesso alti, ma portavamo un gran pressing che non lasciava un pallone agli altri. La fase difensiva va rivista, e subito. I pugni di Conte sui vetri dello skybox fanno rumore…

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