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Juventus-Parma 2-0 Certe partite non le avremmo vinte l’anno scorso

Una sfida complicata per varie ragioni e resa ancora più complicata da una condizione fisica non propriamente ottima. Gambe pesanti e idee che non trovano applicazione con la giusta velocità.

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Alla fine è una vittoria giusta perché cercata. La velocità, l’intensità e la cattiveria cresceranno di conseguenza. Rispetto allo scorso anno queste partite ora le vinciamo finalmente ed è un progresso interessante.

Analisi Primo Tempo

La Juve si fa sorprendere da una maggiore vivacità fisica da parte di un Parma coraggioso e messo in campo a specchio rispetto al 3-5-2 bianconero. Il centrocampo è molto lento e i soli Asamoah e Lichsteiner garantiscono il giusto ritmo alla manovra. In ombra Pirlo, pesanti Marchisio e Vidal che non hanno saputo mai inserirsi così come siamo stati abituati lo scorso anno.

Ottima la difesa che è costretta quasi sempre a portare palla e a impostare.

A sorprendere è l’attacco, ma in negativo. Giovinco e Vucinic si cercano poco eppure quando si trovano scatenano azioni interessanti. Troppo fermi e troppo spenti, salvo Vucinic che nella seconda metà del primo tempo ha dimostrato di potersi accendere e dai suoi piedi arrivano le occasioni migliori.

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Grave l’errore dal dischetto di Vidal visto l’andamento del match: strana la sua candidatura a primo rigorista avendo in campo Vucinic, Pirlo e lo stesso Giovinco, ma questo errore è soltanto un caso. La mancanza di Conte forse si fa sentire in queste occasioni: le sue sfuriate avrebbero svegliato di certo i ragazzi in campo. Dalla panchina forse potrebbe arrivare la giusta mossa.

Analisi Secondo Tempo

Nel secondo tempo la Juve è tutt’altra cosa. Ancora una brutta copia rispetto allo scorso anno, ma certamente più Juve. Le idee cominciano a circolare a centrocampo dove Marchisio e Vidal crescono, sorretti da due fasce maestose dove agiscono Lichtsteiner e Asamoah.

Proprio lo svizzero replica il gol dello scorso anno. Bellissima discesa sulla sinistra del ghanese e Lichtsteiner anticipa tutti gli attaccanti con un semplice piattone da pochi metri. Gran gol, bella azione. La Juve a questo punto sembra scrollarsi di dosso un po’ di paura e timore e comincia a giocare.

Cresce Marchisio che recupera in pochi minuti la fantasia e le movenze eleganti che conosciamo. E con lui cresce Vucinic e poi anche Pirlo. La partita è praticamente terminata, chiusa dal 2-0 di Pirlo che Mirante non riesce a tenere in campo. Altro gol fantasma? Sembra proprio di no e Zampini ha il titolo del suo prossimo libro.

Nel finale un brutto infortunio a Giovinco e diverse ammonizioni.

La prima è andata, ma c’è tantissimo da lavorare. E forse Marotta dovrà mettere mano al portafogli per portare in rosa un bomber vero, uno forte, grande e grosso per supportare la fantasia di Vucinic e Giovinco.

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