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Juventus-Real Madrid 2-2 Non esistono partite perfette

Potrebbe essere una citazione quella del titolo. A firma di Martin Caceres. Senza il suo errore che partita sarebbe stata? Con che risultato finale?

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Di certo c’è che la Juve ha dominato. Alla grande. Con un grosso sbandamento causato da un errore gravissimo di Martin Caceres. Il sudamericano non va massacrato, ma certo questo errore rischia di compromettere gran parte della qualificazione. Non tanto per il pareggio in sé, quanto per il passo indietro dal punto di vista della mentalità.

Da goduria profonda per una Juve quasi perfetta, a uno sconforto che in 8 minuti ci ha portati quasi alla sconfitta. Da un quasi a un altro quasi.

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Un centrocampo così non ce l’ha nessuno. E il 4-3-3 convince molto di più rispetto al 3-5-2, proprio perché la Juve può giocarsela sfoderando tre varianti tattiche in una, con la base molto solida del 4-3-3 appunto. Ci pensi Conte e ci ripensi: più solidità, quasi più soluzioni che portano sì Tevez ad allargarsi, ma certamente ci permettono di usare meglio tutti i nostri quattro centrocampisti. Con un Pogba che continua a crescere dimostrando doti tecniche e mentali fuori dal comune. Forse si piace un po’, ma vuoi davvero rimproverare questo francese?

Conte batte Ancelotti senza dubbio. La Juve fa la Juve, il Real si organizza col catenaccio e le ripartenze affidate a un Cristiano Ronaldo rimesso in piedi solo dall’erroraccio di Caceres e da un Bale che sfrutta le solite amnesie di Asamoah (non abituato alla zona difensiva).

Ai punti non ci sarebbe storia, togliendo quei 10 minuti di assoluta follia bianconera. Ma Llorente rimette in carreggiata la Juve. Testata importante, testata molto importante. Non nei punti, ma nello spirito con il quale affrontiamo il Napoli e prepariamo poi la sfida al Copenaghen.

Poi sarà l’inferno turco a dirci se avremo ripetuto l’impresa dello scorso anno. Con la certezza che la Juve del primo tempo non è battibile. Conte ci pensi.

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