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Juventus-Roma 3-0 L’impotenza scatena l’onestà

A leggere le dichiarazioni post match dei giallorossi vien da dire che l’impotenza di mettere un freno a questa Juve ha riportato un minimo di onestà in questo Paese.

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Che poi non ci sarebbe nemmeno il tempo e lo spazio di offrire polemiche assurde e ingiustificate, visto che anche stavolta il 23° uomo in campo non solo non ha influito, ma ha azzeccato tutto da una parte e forse manca qualcosa dall’altra. Una costante cui la Juve pone rimedio con le proprie sole forze. Che non sono poche.

Anche in questa partita si fa fatica a scegliere un argomento di cui parlare. Il gol pazzesco di Ale, il primo nel nuovo stadio? I chilometri di Lichtsteiner? Il fatto che cambiando 6 uomini la Juve è apparsa ancora in palla, ben ammaestrata da un autentico Generale della Tattica?

Alla fine si finisce per dire la stessa cosa: Conte ha in un pugno non già il suo gruppo di giocatori, ma circa 16 milioni di persone in Italia, un centinaio nel mondo. Ha in pugno la juventinità troppe volte ferita dall’incompetenza (leggi Secco e Blanc e Ranieri) o dalla disonestà (leggi i soliti nomi) e la gestisce con una classe infinita: composto, arguto, sereno. E’ la nuova figura di Conte, che nella forma è molto distante da quando giocava con la maglia numero 8, ma che nella sostanza è praticamente identico, forse migliorato.

Secondo gol in due partite per Giaccherini, uno che forse è lo specchio di questa rinascita bianconera. Uno arrivato dalla provincia con la proverbiale fame, uno che si è scrollato di dosso la timidezza dei primi due match in maglia bianconera e ora, da “gregario”, sta facendo la differenza. E il ciclismo ci aiuta: senza i gregari non esisterebbero squadre in grado di esaltare i singoli, i campioni. E la Juve, contrariamente a quanto si dice in giro, qualche campioncino ce l’ha davvero.

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Tipo quel ragazzone di 37 anni che ama giocare col destino. Sembrava una beffa, sembrava un anno maledetto, invece Alex Del Piero ha aspettato il giorno migliore, quello più significativo per tornare al gol. Dedica ai tifosi, occhi al cielo per l’Avvecato. E non un gol casuale, perché gli artisti non sono mai casuali. C’è un progetto divino verso quel maledetto destro. Il povero ragnetto che si era scelto quell’incrocio, laddove nessuno mette mai il pallone, si sarà arrabbiato: “chi è stato a tirare?”. Lo stadio risponde Del Piero e allora pure lui mette da parte la rabbia e comincia a cantare. Ne sono sicuro. Ci torneremo.

Poi c’è Marrone. Macché prestito, maturi solo se giochi con le responsabilità addosso, con gli occhi di tutti puntati su di te. E’ sempre il solito discorso Del Piero-Totti: grande coi grandi, grande coi piccoli. Peso specifico incommensurabile fra i due numeri 10, atteggiamento completamente opposto. I fischi dello Juventus Stadium per il Pupone sono quasi una costante negli stadi italiani. Resta solo la stampa a recitare un altro ritornello, mentre il Numero 10 per eccellenza firma un’altra serata magnifica. Basta accomunarli, per favore: sono due cose molto diverse Del Piero e Totti e non guardiamo ai numeri grezzi.

Dicevamo di Marrone, ma sarebbe irrispettoso non citare Estigarribia. Ha letteralmente asfaltato la fascia sinistra e chiunque si trovava lì. Forse infastidito dal tanto correre di Lichtsteiner si è voluto ritagliare anche lui un bel voto e un grande spazio sul poster di Juventus-Roma. A questo punto viene in mente soltanto il fatto che Conte dovrebbe usarlo di più, anche a partita in corso. Polmoni grandi, gambe veloci, tecnica sopraffina sul dribbling e sul cross. Peccato non averne raccolti nemmeno uno. Né Borriello apparso in ripresa e certamente il suo fisico ci potrà dare una mano, né Matri (speriamo sia solo sfortuna la sua condizione sotto porta) né Quagliarella cui vanno le nostre preghiere. L’uomo mascherato si meriterebbe un po’ di fortuna perché la voglia c’è, le idee sono come al solito geniali (tipo sull’autogol, tipo sul pallonetto da 50 metri, tipo sul servizio a Estigarribia), serve continuità. E forse il ruolo da seconda punta, quasi trequartista, potrebbe esaltarne le doti tecniche. E’ probabilmente una variante all’idea proposta qualche giorno su questo blog.

Per il resto solita difesa che chiude imbattuta, solito immenso Barzagli. E sta per arrivare Caceres a rinforzare il reparto, per chiuderlo ermeticamente e per sferrare l’attacco a un centrocampista di nazionalità belga. Staremo a vedere, anche se già è un gran bel vedere.

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