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Juventus-Sampdoria 1-2 Tre punti facili facili

Davvero molto semplice, tre punti facili facili per Delio Rossi & Co. Nemmeno la necessità di 11 uomini in campo, nemmeno lo sforzo di aggredire la Juve, solo attendere i due regali concessi da un gruppo di ragazzi che oggi non avevano molto da fare.

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Troppo cattivo? La Juve parte bene, preme e chiude un primo tempo dominato. Un solo gol di vantaggio, su rigore. Per fortuna hanno ascoltato le mie preghiere davanti lo schermo: “Basta Pirlo, tiri Giovinco!“. E Giovinco fu, uno dei migliori in campo per quanto mi riguarda. Il problema è che escluso lui e Padoin – davvero tanti complimenti a Simone – la squadra non solo non ha girato, ma ha mostrato una arroganza e una superficialità da brividi. Escluderei dalla bocciatura pure Barzagli e poi Bonucci, ma per il resto non trovo più valori positivi. Nemmeno lo stoico quanto inutile e inconcepibile gesto stoico di Marchisio.

Comincio proprio da quest’ultimo. Che senso aveva restare in campo rischiando un infortunio pesante in un mese di gennaio così complesso? In una partita che comunque vedeva la parità di giocatori in campo? Per quanto mi riguarda l’uscita di Marchisio è la fotografia di una domenica che Conte dovrà analizzare per benino.

Sarò pure cattivo, ma questa sconfitta rischia di pesare tantissimo per diverse ragioni. La prima – che è nella mia mente dal fischio finale – è la perdita di sicurezze. Se Buffon combina quello che combina in entrambi i gol, se Peluso lascia così tanto spazio a Icardi per calciare due volte in porta, se il centrocampo fa così poco filtro e se l’attacco continua la latitanza dal gol, allora è il caso di preoccuparsi un attimo. Perché a noi nessuno regala niente.

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E passano in cavalleria pure i due rigori netti non concessi alla Juve quando si era sull’1-0 e che ora pesano tantissimo. Anche perché, e non vedo ragione per cui un torto alla Juve è quasi un pregio divino, ci sarebbe stata un’altra espulsione. Ma va bene uguale, si vince quando si merita e allora è giusto non aver vinto.

La supponenza con la quale Pirlo perde il pallone che dà il via al pareggio della Samp è roba da matti. In vantaggio di un uomo e di un gol, a pochi giorni dalla decisiva sfida col Milan in Coppa Italia, un genio come Pirlo doveva amministrare e non rischiare vista la poca qualità nelle gambe dovuta all’acido lattico della preparazione natalizia. E mi viene perciò in mente la frase di Conte “i giorni estorti di vacanza li pagheranno cari i ragazzi”. Già fatto Antonio: 3 punti facili facili persi, in casa, niente allungo sui perdazzurri, altri 3 punti rosicchiati da Lazio, Milan e chissà chi altro stasera.

Un’altra ragione per cui questa sconfitta rischia di pesare tantissimo è rappresentata da un po’ di screzi nel gruppo. Fossi in Quagliarella (per il quale pesa quell’uscita poco elegante contro Alessio) sarei piuttosto arrabbiato. Solo un rigore contro per Matri, non fischiato, poi il nulla. Altra occasione sprecata e io non vedo molto di buon occhio l’insistere su un giocatore che appare smarrito e anche appesantito. Llorente? Chiunque purché non soffra le pressioni della maglia bianconera. Ah, che bei tempi quando in campo c’era Trezeguet. Sarei pure arrabbiato perché al posto di Quagliarella, miglior marcatore stagionale, Conte gli preferisce un Vucinic non so bene a che livello di energia: 60%, 70%? Di fatto conferma come il gol sia solo un aspetto secondario della sua pur immensa classe. Sparare a occhi chiusi a pochi metri dalla porta anziché scegliere l’angolino e piazzarla è pari solo alla beffa della traversa che risputa sul campo un pallone che doveva andare dentro… punto e basta. A quel punto mancavano ancora 10 minuti e poteva capitare di tutto. E fossi in Giovinco sarei comunque arrabbiato: il ragazzo è l’unico che dimostra continuità nelle giocate, che comunque la butta dentro, almeno più dei suoi colleghi, che crea e crea, che si muove e si spompa per la squadra. Se al minuto 92 manca un po’ di lucidità, nonostante i due freschi Quagliarella e Vucinic aspettino fermi il pallone, e viene rimprottato dai due freschi di prima… allora qualcosa non va e Conte deve intervenire. Bisogna uscire dal campo con la maglia sudata, poi si valuterà la qualità del sudore. Poi vale tutto, pure quelli che pensano che Giovinco deve fare il Messi e mettere dentro 90 gol a stagione. Mi dispiace, questa si chiama realtà.

Un 2013 che comincia in salita. Molto in salita. Che sia solo uno scherzo, perché da mercoledì ogni passo falso sarà una vittoria per tutti gli antijuventini d’Italia.

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