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Juventus-Sampdoria 4-2 Il ritmo infernale di Conte

Inarrestabile. Con quel senso di impotenza che comune a chi sta davanti la tv e non tifa Juve. La sensazione è che tanto la Juve segna e ammazza la partita. La sensazione è che riaprire il match rischia di riaccendere la rabbia bianconera e prendere quattro gol. Come il Cagliari, anche la Samp cade nel tranello.

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Sono 50 i gol messi a segno e ieri sera si giocava la prima di ritorno di questo buffo campionato. Tolta la Juve, Roma e Napoli (atteso oggi a rispondere alle due vittorie del sabato calcistico) stanno viaggiando a un ritmo infernale. Trovate perciò voi l’aggettivo per la squadra di Conte.

Trascinata da un sublime Vidal che ha già eguagliato il proprio record di reti in campionato e che punta a “voglio fare 20 gol in Serie A e vincere il terzo scudetto di fila”, e supportato dalla sfacciataggine di un 20enne francese, tale Paul Pogba, su cui non si sa bene fino a che punto può ancora migliorare.

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La verità è che l’universo Juve ha beneficiato di quei due là davanti. La Juve ha lo stesso gioco di un anno fa, tranne che adesso ha molte più soluzioni. Tevez difende palla spalle alla porta ed è dotato di quella classe mista a potenza che prima non avevamo, mentre Llorente è l’uomo grosso e forte a cui ti appoggi quando sei in difficoltà o quando c’è bisogno di alzare il pallone. Di più. Tevez e Llorente garantiscono anche nuove soluzioni offensive: l’azione solitaria dell’argentino o il cross per lo spagnolo.

Se a questo aggiungiamo il fatto che Conte ha detto di aver trovato “la quadra con Marchisio lì in mezzo, anche il titolare del ruolo è Andrea”, ecco servito il godimento allo stato più puro.

Dodicesima vittoria consecutiva, una pagina di storia scritta, e sarebbe pure record assoluto in Serie A, tranne che in un torneo aziendale organizzato da Moratti il buon Mancini fece meglio, però in un contesto surreale e falso. Un plauso all’onestà intellettuale di Mihajlovic che ai microfoni ha dichiarato “il pareggio sarebbe stato bugiardo, Juve troppo superiore”. In effetti, la Juve ha fatto tutto da sola: autogol e immensa distrazione sul gol di Gabbiadini. A proposito: dopo Berardi, faremmo bene a osservare questo ragazzo dal tiro maledetto. Chiedere a Buffon i dettagli.

Martedì c’è la Roma, il tranello più pericoloso di tutta la stagione perché da una parte c’è una Juve che potrebbe sentirsi fin troppo forte e rilassata, dall’altra dei ragazzi che hanno già fatto vedere occhi di una violenza agonistica impressionante. Sarà un bel match, sperando che tutta la rabbia giallorossa sia riversata nel gioco. E solo nel gioco.

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