Menu Chiudi

Juventus-Sassuolo 4-0 ConTe verso il successo

E’ scappato il triplete e un po’ dispiace a tutti. Giù la maschera: delusione pazzesca, ma anche l’umiltà, ormai vana e unica più che rara, di riconoscere i propri e soli demeriti. La rabbia è stata trasformata in voglia, come annunciato in fase di prepartita.

Advertisment

La Juve del campionato

La Juve in campionato è altra storia. Altra marcia, altro ritmo, altra convinzione. Come se l’obiettivo principe fosse stato in anticipo fissato come super prioritario: quel terzo scudetto di fila che è mancato a Capello (per ragioni politiche) e a Lippi (che al terzo anno aveva inseguito altro).

Ottava vittoria di fila, per giunta senza subire reti, ma a questo dettaglio ci arriviamo fra qualche rigo. Ottava vittoria consecutiva, con nel mirino un giro di boa a un ritmo vertiginoso. Record su record quelli di Antonio Conte che anche nei parziali comincia a mettere dietro un po’ di leggende autentiche bianconere, e non solo. Prossimo step: l’Atalanta di Colantuono. Poi Natale e poi si riparte col botto: supersfida alla Roma che stasera sfiderà… la fortuna.

L’importanza di Tevez

Pungolato da certa critica, difeso (in modo anche sorprendente) da certa tifoseria, coccolato da Conte. La risposta? Tre sberle a tutti, doppia cifra in campionato (alla Juve non accadeva da tempo che un giocatore toccasse quella cifra arrivati a questo punto della stagione).

Un leone, una voglia di rifarsi da grande combattente. Rientra e scatta, tira, ci prova, sbatte contro gomiti e schiene, si rialza, difende e attaca. Conte cercava il giocatore totale e l’ha trovato in questo argentino che è l’autentico trascinatore bianconero in campionato. Dicevano piantasse grane, dicevano. Conte ha sottolineato invece l’importanza dell’aspetto umano di Tevez.

Advertisment

Altro stile, altri discorsi. Reali quelli di Conte, paraculisti quelli di Mancini che rivela “non avrei voluto giocare”. Ovviamente lo dice dopo la fine della partita. Non prima come Conte. E Pistocchi riduce l’intera analisi alla monumentale domanda “chi sarà il bugiardo?”.

Proviamo a scoprirlo così. E’ lo stesso Pistocchi che alle 17:30 sottolinea i problemi della Juve a costruire gioco, ad aver la meglio sull’avversario. Col solito rimando a un bilancio negativo. Visibilmente infastidito il conduttore di Mediaset Premium che gli ricorda come altre squadre abbiano bilanci peggiori e cifre in rosso ben più gravi. Un’ora più tardi la Juve cominciava la sua partita col Sassuolo rivelatasi un massacro. Chi sarà il bugiardo?

Buffon e il gol perduto

Gigi Buffon la deve aver presa malissimo. Le critiche piovutegli addosso, i quattro schiaffoni viola, il tentativo di pensionarlo. Così sono 730 i minuti in cui la palla non oltrepassa la linea di porta che difende. 730. E ora c’è l’Atalanta, poi la Roma. Ottavo posto nella storia della Serie A, con la possibilità di scalare la storia stessa già nel prossimo match.

Merito di tutta la squadra, merito di Conte, merito di Gigi che ha ritrovato gli occhi da leone. Duri a morire, recitava il titolo di un film.

Poveri bambini, usati per fini politici vili e vigliacchi

Poveri bambini. Sono il futuro del nostro Paese e il Giudice Sportivo e l’Italia antijuventina li usa per raggiungere fini vigliacchi. In novemila hanno applaudito e tifato. “Juve juve juve” a un certo punto del match, ma prevale più il famigerato “oooooh merda”. Chissà se anche loro, gobbi, possono essere bruciati: il Giudice Sportivo non ha di certo detto no a una simile possibilità.

L’applausometro lo vince Pogba. Il francese regala sprazzi di gran classe e i bambini sembrano apprezzare con scroscianti applausi. C’è pure la standing ovation per Tevez. Ma quel “ooooh merda” prevale: forse qualcuno si è sentito toccato nell’animo. E allora non è più un coro: è una dedica, un riconoscimento. Bocca della verità.

Advertisment