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Juventus senza Conte… riparte la sfida

Ci affidiamo a una pubblicità molto popolare per riportare un po’ di ottimismo dopo gli sfoghi, del tutto legittimi, di questi giorni. Non ci è andata giù, e nessuno può convincerci del contrario, la storia del patteggiamento. Accettiamo, ancora una volta, la decisione della Società e come già scritto siamo qui ad appoggiare i ragazzi che meritano il nostro sostegno. La Società purtroppo no, non più fino a che le nostre condizioni non verranno esaudite.

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E così comincia una nuova stagione. Ci sono solamente due strade da percorrere: escludiamo la terza strada e quella del “volemose bene”, che implica un anno sabbatico per far contenti FIGC e avversari. In fondo Conte lontano dal campo serve proprio a questo e aspettiamo sempre a cosa servono 200mila euro regalate alla FIGC… Analizziamo dunque le altre due possibili strade.

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La prima disegna uno scenario in cui Buffon, Pirlo e pochi altri prendono per mano lo spogliatoio intero e durante i match trascinano la Juve così come in tutta la scorsa stagione ha fatto Antonio Conte. Sgolandosi, sbraitando, festeggiando, urlando, dando indicazioni, incitando. Mamma che spettacolo… Devono essere loro due in assenza di Del Piero a mostrare la via maestra da percorrere. Una via maestra luminosa, irradiata poi dai vari Chiellini e Barzagli, Vidal e Marchisio, Vucinic e speriamo Giovinco. Lampi di grinta e classe, la Juve che conta in tutte le zone del campo. Sai che goduria con una Juve ancora padrona delle situazione nonostante la farsa. Sarà difficile: troppo importante Conte nell’economia del match. La speranza è che il tecnico possa leggere ancora meglio le partite dalla tribuna. L’anno scorso accadde solo una volta, contro il Genoa: eravamo in piena emergenza, con Caceres e Vidal in mezzo alla difesa. La squadra giocò la solita splendida partita, fermata solo dall’arbitro (gol regolarissimo di Pepe annullato, e chissà perché!) e dalla sfortuna.

La seconda strada disegna uno scenario che è tutto l’opposto rispetto quello di quest’anno. E’ uno scenario che sostanzialmente paga dazio alla scelleratezza del patteggiamento. Con Conte fuori la squadra potrebbe subire un legittimo contraccolpo psicologico. La rabbia di dover vendicare il Mister potrebbe allontanare la giusta serenità nell’affrontare partita dopo partita. Specialmente in Champions, specialmente nelle gare a ridosso della Champions. Ancora una volta un ruolo critico lo giocano i senatori. Siamo veramente, e mai come questa volta, nelle loro mani. La cosa brutta di questa ipotesi è che si rischia di buttare all’aria un lavoro di 12 mesi, quelli appena trascorsi. Potremmo perfino fare del male ai giovani che quest’anno dovevano inserirsi o ai nuovi arrivati. E in settimana non ci sarà molto tempo per Conte di lavorare, lavorare sodo.

La Società sappia che i tifosi sono pronti a sostenere un’annata terribile, che nasconde più insidie che gioie, ma i bonus sono realmente finiti. Sia sul mercato, dove a onor del vero si è operato in maniera stupenda (manca sempre il grande attaccante, a oggi), sia fuori dal campo. D’ora in avanti proveremo a parlare solo di campo, ma non possiamo esimerci dalle contestazioni ai vertici societari quando le cose andranno male. Perché se con nulla si monta un processo contro Conte e non si ha il coraggio di sostenerlo e combatterlo… come potremo mai opporci ai prossimi fischietti?

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