Nella settimana che riporta dentro al campionato di Serie A, Massimiliano Allegri è chiamato ad allontanare fantasmi e voglie di chi vorrebbe una Juve fuori dai giochi. E non può che ripartire da tre certezze.

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La più importante riguarda la difesa. Gol a parte (su cui il discorso da fare sarebbe troppo ampio), la linea difensiva è ciò che preoccupa meno. Da Bonucci a Chiellini, passando per Barzagli e Buffon, Allegri può contare su questi senatori che ora devono trascinare il gruppo e garantire il muro bianconero che è stato una delle chiavi dei successi degli ultimi anni. Piuttosto Allegri dovrà studiare nuovi equilibri tattici. Marchisio risolve nel breve termine il filtro a centrocampo, ma non può bastare.

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La seconda certezza è data dalla voglia e dalla concretezza che i vecchi possono infondere in questo nuovo gruppo. Ci riferiamo alla carica di Morata, alla solidità dei senatori in difesa, al ritrovato (sul campo) Marchisio. Sono loro a dover inculcare la mentalità Juve negli ultimi arrivati. E insieme, aiutare Pogba a crescere da leader, magari facendo capire che la parola nasconde molto di più che una superiorità tecnica mai messa in discussione. Il francese deve imparare a comunicare di più con gli atteggiamenti, dentro e fuori il campo.

L’ultima certezza è la possibilità di variare più moduli. Probabilmente chi è arrivato non rappresentava il primo nome sulla lista di Allegri e Marotta, ma il mercato è finalmente chiuso e la rosa completa. Ad Allegri il compito di trovare la formula corretta per far correre la Juve. Ci sono le ali (Alex Sandro e Cuadrado), ci sono talenti da coccolare e far sbocciare (Rugani e Dybala) e scommesse da vincere (Sturaro, Pereyra, Mandzukic, Zaza). L’importante, d’ora in avanti, è non giocare troppo con l’oggettività di scelte perse in partenza (leggi Padoin titolare, o l’imposizione testarda del 3-5-2).

Alla fine conta una frase che avevamo scritto in estate e che poi Marotta ha ripetuto: partivamo dai 17 punti di vantaggio sulla seconda negli ultimi due campionati. Significa che dobbiamo gestirne ancora 11.

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