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Juventus-Siena 3-0 Tutti devono migliorare: giocatori e tifosi

Compito eseguito con successo. Vittoria netta, nel risultato e, in parte, in campo. Lichtsteiner, Giovinco e Pogba. Ma non tutto lascia contento Antonio Conte.

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Il Mister anzi ha molto da ridire a fine partita. Leader assoluto di un ambiente tornato a festeggiare come abituato nella centenaria storia, oggi Conte è uno dei pochi portavoce della juventinità. Difficile prendere seriamente chi si azzarda a criticarlo: per scelte tecniche, per scelte di comunicazione.

Alla Juve tornata vincente ne stanno capitando di cotte e di crude: squalifiche, arbitraggi perplessi, dichiarazioni, falsi scoop. E noi muti. Dalla manifestazione contra FIGC di settembre, mai avvenuta, a proteste che si limitano a scrivere in un blog come questo. Pensando, addirittura, di fare rivoluzione. Mentre gli altri fanno e disfano a proprio piacimento, forti di una pochezza politica bianconera senza precedenti. Almeno Cobolli Gigli faceva finta di arrabbiarsi…

Restiamo al campo. C’è un campioncino che sta crescendo come meglio non potrebbe. E’ forte, diceva qualcuno. Deve essere forte, dicevano altri pensando alla rabbia di Fergusson per averlo perso. Paul Pogba sta dimostrando una maturità notevole. Gioca da veterano, classe da vendere, ruolo in costruzione (e secondo me è quello corretto, altro che regista basso davanti la difesa: bravo Conte!), numeri in crescita.

Banale sottolineare il quinto gol in bianconero, importante evidenziare che potrebbe perfino farne di più. Bolide, precisione, costanza, senso di inserimento. La Juve è in buone mani.

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Dall’altra parte c’è un altro campioncino che fatica a esplodere. Eppure avrebbe i mezzi per farlo. A Giovinco serve tranquillità, e noi gli forniamo invece l’alibi perfetto per non crescere. Tranquillità significa critiche costruttive, mica fischi quando un dribbling da paura non riesce. Perché poi io sono abituato a guardare tutto e il tutto non è così male come qualcuno descrive. E quando poi fa le cose che deve fare e viene fischiato, allora ti accorgi che qualcosa di strano c’è. Siamo masochisti noi juventini. Né un bicchiere rotto in piena fase Calciopoli (cit. Mughini), né bolgia quando già solo coi cori dovremmo affossare la nostra concorrenza.

Così dopo un derby esaltante per la stampa, molto rassicurante per quanto mi riguarda e per quanto ho visto, non capisco come possano i rossonerazzurri essere tronfi di gioia, mentre noi bianconeri (quasi ai quarti di Champions dopo aver disputato parecchie Coppe del Nonno, cit. Conte) critici e quasi incazzati. Ok che molti lo sono per la nostra voglia di migliorare costantemente, ma molti lo sono davvero incazzati. Giovinco è inutile, Vucinic deve essere cacciato. Forse la colpa è di Conte che continua a tenere in panchina Messi e Cristiano Ronaldo, chissà perché?!?

La verità è che, a un anno di distanza, rileggendo questo blog, mi accorgo che tanto è cambiato nei nostri giudizi e nelle nostre aspettative. Questo manda su tutte le furie Conte che la Juve e la storia della Juve la conosce meglio di tutti noi per averla vissuta da dentro, per tanti anni. Sarà il caso di ascoltarlo?

Quando nel secondo tempo, e anche nel primo, la gente rimane in silenzio ad assistere alla partita epperò pretendendo l’inferno, lì ti accorgi che ci stiamo muovendo come due copri separati. Come se i ragazzi in campo abbiano un qualche credito nei nostri confronti. Invece la verità è che i ragazzi in campo tendono ad aumentare le forze se il pubblico li spinge. Non esiste stadio al mondo con questa disparità di comportamento. E perciò i miei giudizi sul match finiscono qui: la Juve in campo ha risposto per quanto era la richiesta dagli spalti. Blanda, seppur padrona della situazione, con qualche accelerazione e qualche distrazione.

A indicare la via, quella corretta, anche perché è l’unica possibile, sono stati Conte e Buffon. Li ascoltiamo? Altrimenti può accadere di tutto e sinceramente non me la sento di fischiare gente come Lichtsteiner o Barzagli, Marchisio o Pirlo, Giovinco o Vucinic. Se ben ricordo è grazie a loro, e agli altri non menzionati, che siamo dove siamo. Ed è solo grazie a loro che potremmo arrivare dove tutti vorremmo. Coi fischi però si torna indietro. In particolare al posto della Roma, costretta a sperare in un passo falso di Catania e Fiorentina. Juventini: ricordate dove eravamo?

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