Vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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È successo ancora una volta, ieri sera, contro un Udinese coraggiosa. Oltre Dybala, nulla da ricordare. Con due perle, il ragazzo con la faccia da bravo bimbo ha risolto un match che poteva creare non pochi problemi.

Non funziona l’esperimento del doppio play, perché né Hernanes né Lemina lo sono. Non funziona un Alex Sandro spaesato a fare da mezz’ala, visto che è uno dei degli esterni più forti del campionato. Non funziona nemmeno Mandzukic che a 4 metri dalla porta vuota spara alto di tibia.

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Allegri si diverte a mescolare così tanto le carte ch in vieni da pensare che si stia compilicando la vita da solo, in attesa di avversari probanti. Ma il rischio enorme di smarrire identità e di non trovare equilibri e solidità non è da correre.

Il 3-5-2 sembra l’isola felice, con automatismi impressionanti, anche se gli interpreti attuali, a centrocampo, non sarebbero i migliori. Benatia pare giocare nella Juve da sempre e tranquillizza sulla precarietà di Chiellini, in attesa di Rugani. Ma bisogna inventarsi qualcosa, se mancano Pjanic, Khedira e Marchisio.

E nel pomeriggio dove la Roma vince, ma non convince del tutto, e il Napoli conta fatturati e si lamenta dell’orario (alle ore 15 il fischio di inizio), resta un fatto: vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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