Menu Chiudi

Juventus-Udinese 4-0 Atto di forza

Dovevamo per forza lasciare punti per strada per ritrovare la Juve? Distrugge l’Udinese con le seconde linee e ci sarebbe perfino da recriminare sul risultato finale.

Advertisment

Da Pogba a Vucinic, con perfino il gol di Matri. Una Juve in forte crescita su tutti i piani, sia fisico che mentale. Un gioco ritrovato forse anche per merito di gente che l’erba se l’é mangiata ieri sera.

Antonio Conte insiste col 3-5-2 e stavolta va bene. In realtà la fascia sinistra è incommensurabilmente inferiore rispetto alla destra dove Barzagli e Lichtsteiner hanno la meglio sugli avversari.

Advertisment

La sorpresa è il centrocampo, ammesso che di sorpresa vera si tratti. Le incursioni di Giaccherini hanno di fatto scompigliato tutto il sistema difensivo friulano, mentre la fisicità e l’ordine di Pogba non hanno fatto rimpiangere Pirlo. Il francesino ha impreziosito la sua già ottima prova con un due missili terra-aria su cui né Padelli né altro portiere poteva fare di più. E se Pogba ha impostato con qualità, Vucinic ha innescato costantemente tutti gli attacchi con la solita classe.

Quattro gol, ma i conti potevano essere più pesanti perché il numero di reti fallite in altrettante chiare occasioni è davvero elevato. Insomma, il solito difetto della squadra di Conte. Troppo bella (Vidal e Giaccherini), imprecisa (Vucinic e Lichtsteiner), forse anche poco cattiva (qui l’immagine è Vidal che finta tre volte prima di calciare addosso al difensore).

Vucinic e Matri trovano la rete epperò la notizia positiva sono i 90 minuti del montenegrino e il buonissimo impatto di Matri. L’attacco bianconero soffre la mancanza di un bomber e quando le cose non girano tutta la squadra fatica. Fortuna che Pogba ha deciso di suonare la carica. Emblematica l’esultanza al primo gol: immobile, si è girato verso i compagni e la panchina forse per dire “vogliamo tirare in porta?!?”. E ha ragione. Se ne accorge tutto il pubblico che poi lo inciterà per tutto il match a tentare altri tiri. Come quello del secondo tempo, dopo una giocata di classe: suola per liberarsi di un avversario e destro terrificante verso l’angolo più lontano. Partita chiusa da un ragazzo di 19 anni arrivato a Torino a costo zero dal Manchester United. Servono altri colpi del genere per raggiungere i livelli delle rose di Lippi e Capello.

Con i se non si fa la storia, ma voglio ugualmente giocare. Se non avessimo buttato la partita con la Samp e col Parma oggi avremmo la bellezza di 5 punti in più. Va bene uguale, ma adesso basta con gli stop. Lazio in Coppa, poi Genoa e via così verso la Champions. La Juve è forte, ma non si deve fare male da sola.

Advertisment