Tevez e Llorente per dare la caccia alla sesta vittoria consecutiva in campionato. La carica di Conte c’è e si è vista tutta in conferenza stampa, con la solita franchezza che sconcerta l’ipocrisia del giornalismo italiano.

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A Torino arriva l’Udinese. In curva arrivano i bambini. Sarà uno spettacolo, anche se mancherà la spinta dello Juventus Stadium. Un po’ perché il giudice sportivo ha l’ossessione di far passare i bianconeri per la peggiore razza italiana esistente, un po’ perché anche questi sono gesti per frenare la Juve. Cambia poco perché in campo andrà la Juve.

Conte alza l’asticella e non si accontenta del ruolino fin qui tenuto e sprona i suoi a non abbassare la guardia. “Occhio alla buccia di banana”, poi esalta Garcia ricordando che “le regole dovrebbero valere per tutti”.

Cambiano ancora le fasce laterali. Lichtsteiner è convocato, ma partirà dalla panchina. Toccherà a Padoin arginare sulla destra i friulani, mentre a sinistra ci sarà Paolo De Ceglie. Prova importante per i due perché il mercato incombe e potrebbe riservare sorprese in quella zona di campo.

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La difesa torna al completo, col rientro di Barzagli a fianco a Bonucci e Chiellini. Buffon cerca il record personale di minuti di imbattibilità.

A centrocampo rientra Marchisio fra i titolari. A lasciargli il posto sarà Pogba. Il francese si accomoda in panchina a rifiatare, mentre Vidal è regolarmente in campo per la centesima in maglia bianconera. Il cileno è prossimo ormai al rinnovo. Beniamino incontrastato dei tifosi, autentico fenomeno. Nessuno come lui in zona gol nell’era Conte. Basta questo per sottolinearne l’importanza.

Marchisio titolare, De Ceglie e Padoin sulle fasce

Da qui a Natale il calendario bianconero riserva partite, sulla carta, semplici. Semplici solo se la Juve fa la Juve. Come sempre diciamo.

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