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Juventus XXXI: il pagellone scudetto

Cavalcata trionfale per la squadra di Antonio Conte: scudetto con tre turni di anticipo, prima in classifica sin dalla prima giornata, vantaggi abissali (+8 prima della sosta natalizia), miglior attacco, miglior difesa. Insomma uno scudetto senza storia, a parte qualche periodo di appannamento dovuto alle fatiche della champions: ma anche quest’anno il mister ha tirato fuori il meglio, da ognuno. Davvero tanti complimenti, allo staff tecnico, alla dirigenza, alla squadra, ai tifosi. N.B.: premetto di non aver valutato Lucio, Rubinho, Bendtner e Anelka. Motivo semplice: hanno dato poco alla causa, se non in termini di gruppo ad eccezione del primo, che pure ha vinto un trofeo (la Supercoppa).

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Buffon: torna a dare sicurezza dopo stagioni non all’altezza, e si conferma saracinesca per il secondo anno consecutivo. Qualche leggera sbavatura, come contro la Sampdoria, ci metto anche il gol di Sansone a Parma, la parentesi Bayern all’andata, ma nel complesso grandi prestazioni e parate come al solito decisive. Il suo primo scudetto da capitano a 360°, dopo l’addio di Del Piero, e sicuramente l’ha sentito maggiormente. Un inizio di stagione tra fuochi e fiamme, con la famosa informativa, vecchia di un bel pò, ma ripresa dalla stampa antijuventina puntualmente con lo scoppio dello scandalo scommesse. Ha sempre parlato senza peli sulla lingua. VOTO 9

Storari: portiere di coppa, ma non solo. Gioca anche contro il Napoli all’andata. Grandi partite anche per lui che si è sempre fatto trovare pronto, e ha dato grandi sicurezze non facendo rimpiangere mai il capitano. VOTO 7

Bonucci: evita la scure di Palazzi a inizio stagione con uno dei suoi dribbling davanti all’area, poi inizia con alcuni errori, come quello in Supercoppa. E’ l’uomo delle deviazioni sciagurate: Oscar col Chelsea, Inler a Napoli. Ma quanto è migliorato? Davvero tanto, e nonostante alcuni inciampi, ha dimostrato di potere stare alla grande nella difesa della Juve. In gol con lo Shakthar, e che gol. Conte lo ha esaltato al meglio da libero, con i suoi lanci spesso va in aiuto di Pirlo, quando il numero 21 è braccato. Migliorata l’intesa anche con i compagni di reparto. VOTO 9

Barzagli: stagione davvero stratosferica la sua. L’ho visto una sola volta in difficoltà, a Roma, quando abbiamo perso. Poi è stato davvero perfetto, in tutto. Fisicamente inarrestabile, di testa le prende tutte. Anche lui esaltato dal modulo della difesa a tre. E poi la serietà di questo ragazzo, da sottolineare: mai una parola fuori posto, mai un fallo cattivo. VOTO 9,5

Chiellini: se c’è un top player della difesa, questo è Giorgio Chiellini. Una bestia. Non a caso il periodo no della Juve si è verificato quando Giorgio è stato fuori per quasi tre mesi: la difesa ballava vistosamente. La sua sicurezza, il senso di anticipo, la forza fisica, e anche qualche gol, come quello di Napoli, hanno decretato la leadership nella difesa bianconera. Imprescindibile, davvero un top di giocatore in difesa. VOTO 9,5

De Ceglie: non una stagione esaltante per Paolino, bisogna dirlo. Perchè nel 3-5-2 ha messo in evidenza alcuni limiti, di qualità innanzitutto. Poi alcuni errori, contro il Bologna, a Siena, contro la Lazio in coppa. Da rivedere, e Conte lo ha capito. Un ragazzo che può crescere, soprattutto deve crescere sul piano della personalità. Molte volte titolare, diverse volte in tribuna. VOTO 7

Peluso: perso a gennaio per colmare le assenze di Chiellini e Asamoah, la sua duttilità si è subito vista quando Conte lo ha prima schierato nei tre, poi nei 5 a centrocampo, dova ha fatto sicuramente meglio. Buonissime prestazioni a Glasgow, a Napoli, in coppa con la Lazio (fece gol) quando ha giocato nei 5. Uno di quei giocatori fatti di sacrificio, corsa, e uno che si è sempre messo a disposizione della squadra, migliorando giorno dopo giorno e arrivando addirittura ad essere preferito ad Asamoah. VOTO 7,5

Caceres: decisivo in tante occasioni, jolly che si è conquistato la stima dei tifosi con le sue grandi prestazioni: contro il Napoli entra e cambia la gara. E’ stato molto importante quando Chiellini si è fatto male, perchè ha preso confidenza col ruolo e ha avuto un netto miglioramento generale. Peccato per l’incidente che lo ha costretto a saltare l’ultima parte della stagione. Ma davvero un jolly importantissimo per Conte. VOTO 8

Lichtsteiner: Conte quest’anno lo ha sfiancato. Perchè è palese che lo svizzero non regge più di un’ora di gioco. In gol alla prima, in gol contro il Siena, a Palermo, a Verona anche, quando la Juve si ritrovò a pari punti col Napoli. Ormai i suoi movimenti sono collaudati, e con Pirlo si trova a meraviglia. Le sue migliori prestazioni si sono viste in coppa, evidentemente l’aria di Champions gli fa molto bene. A Donetsk, col Chelsea in casa, davvero grandi partite. La critica può essere rivolta al fatto che sia nel cross che nel tiro mostra delle incertezze, indecisioni che spesso gli fanno perdere l’attimo giusto. Ha tirato la carretta fino alla fine. VOTO 8,5

Pogba: prima stagione ma anche la stagione della consacrazione per questo ragazzone di soli 19 anni. Ferguson aveva visto bene, ancora una volta. Come con Vidal lo scorso anno, Conte si accorge di non poter fare a meno della sua qualità, unita a doti fisiche davvero imponenti. Regista, ma anche interno: piedi vellutati, personalità fuori dal comune, fisico impressionante. Gol spettacolari contro Napoli, Udinese, e gare superlative come quella contro il Bologna (in gol all’ultimo secondo), contro il Catania in casa: che giocatore ragazzi! Il futuro del centrocampo bianconero. VOTO 9,5

Marchisio: altra stagione da incorniciare, altra perla del vivaio bianconero. Una prima parte di campionato giocata a livelli eccellenti, una seconda un pò meno. Ma i suoi inserimenti, i suoi movimenti sono davvero fondamentali in questa Juventus. Doppietta a Glasgow, in gol contro il Bologna: solo alcuni dei momenti fondamentali della sua stagione. Molto più maturo rispetto alla scorsa stagione, soprattutto meno impulsivo in molte giocate. Con Vidal e Pirlo  forma una linea mediana che ci invidia tutta Europa. Il gol di Siena allo scadere, i gol nei derby: altre perle di un repertorio splendido. VOTO 9,5

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Vidal: l’uomo chiave a mio avviso del secondo successo consecutivo. A parte un brevissimo periodo di appannamento, è stato perfetto per tutta la stagione. Capocannoniere, migliore assist man della Juve: i numeri parlano da soli. Tanti i gol importanti, a partire dalla Supercoppa, fino ad arrivare al rigore contro il Palermo. A Londra gladiatore con un piede solo, poi una serie di prestazioni davvero impressionanti. Migliorato anche nei falli, prende meno gialli. Un giocatore a 360°, uno al quale non puoi mai rinunciare. Per me è stato perfetto. VOTO 10

Pirlo: il genio della lampada conquista il suo terzo scudetto consecutivo. Lo davano per finito. Lui è ancora lì, a dimostrare di essere il miglior centrocampista italiano. Piedi splendidi, comandano il pallone in maniera egregia. Quest’anno si è divertito molto con le punizioni: ha punito Parma (andata e ritorno), Roma, Atalanta, Siena. Il gioco passa tutto per i suoi piedi, e questo lo sapevamo già. VOTO 9,5

Asamoah: una prima parte di stagione davvero fuori dal comune. A sinistra non passa nessuno, anzi le squadre spesso sono costrette a raddoppiare la marcatura. Potenza nelle gambe, scatto da pantera. Duttilità ai massimi livelli, lui che nasce come interno di centrocampo ma viene spostato a sinistra, addirittura fa il terzino in alcune gare. Gol in Supercoppa, a Genova entra e cambia la gara. Poi il buoi dopo la coppa d’Africa. Vorrei vederlo come interno, farebbe ancora meglio. VOTO 8

Marrone: per Conte è il sostituto naturale di Bonucci. Ma quest’anno ha giocato davvero poco, e quando lo ha fatto però non ha sfigurato. Troppe poche partite per valutarlo al meglio: per lui poche occasioni di mettersi in mostra, anche se lo conosciamo. VOTO 7

Padoin: altro giocatore voluto da Conte lo scorso anno, e altro grande soldatino, uno che si mette a disposizione della squadra giocando ovunque. Prevalentemente a destra quest’anno, e forse è quello che si è migliorato maggiormente: infatti ha preso fiducia nei suoi mezzi e non ha mai rinunciato all’uno contro uno in fase di attacco, puntando sul suo spunto e sulla sua corsa. Spirito Juve ai massimi livelli. VOTO 7,5

Isla: non ha giocato molto, e quando lo ha fatto si è visto che la sua forma fisica era ancora condizionata dall’infortunio, tra l’altro bruttissimo. Non è stato il vero Isla, lo abbiamo criticato e lui ha accettato. Vorrei vederlo in condizioni normali, la prossima stagione. VOTO 6,5

Pepe: stagione praticamente saltata, maledetto il trofeo Tim. Gioco appena 10 minuti contro la Lazio, poi zero. S.V.

Giaccherini: altro uomo di Conte, altro pezzo decisivo di questa Juve. A Genova suona la carica col gol del pareggio, assist per Quaglia contro il Bologna, gol scudetto contro il Catania, a 30″ dal fischio finale. Ha giocato da interno con grandi risultati: i suoi inserimenti hanno sempre fatto male alle difese avverse. Affidabilità al servizio della squadra. L’uomo simbolo della filosofia di Conte. VOTO 8,5

Vucinic: il pantofolaio matto. Mi fa disperare quando gioca, sempre con quell’aria annoiata, svogliata. Poi ti fa il numero. Giocatore discontinuo, ma fondamentale per decretare la supremazia della Juventus in questo campionato: non tanti gol, ma tanto lavoro e bellissime giocate, soprattutto quando nelle stretto va a dialogare con i compagni, o quando gli altri si inseriscono da dietro. Devo dire che non amo particolarmente i giocatori come Vucinic, cioè quelli discontinui che non giocano tutte le gare con la solita grinta. Ma sicuramente è uno dei migliori del nostro campionato, come qualità, tasso tecnico, idee nelle giocate. Un centravanti vero davanti a lui, e vedrete come cambierà in meglio. VOTO 9

Giovinco: tante attese, poche conferme. Una stagione di alti e bassi, più bassi per la formica atomica: il 3-5-2 non è forse il modulo migliore per esaltarne le caratteristiche. Ma dà comunque il suo contributo, anzi: per Conte è titolare insieme a Vucinic. Ma la sua qualità si è vista poco, il peso della maglia sicuramente si sente. Attendo la stagione della conferma, soprattutto se Conte deciderà di cambiare modulo e adottare il 4-3-3: come esterno d’attacco dovrebbe sicuramente stare a suo agio. Bellissima la sua punizione contro il Milan, in coppa Italia. VOTO 8

Quagliarella: a un certo punto, dopo il gol di Londra e la doppietta al Chievo, sembrava lui la scelta di Conte, vicino a Vucinic. Anche lui molto discontinuo, ha alternato partite buone a prestazioni nelle quali si è visto pochissimo. Gol splendidi a Pescara, a Milano. Si è trovato molto di più con Matri che con gli altri. Apre la strada al successo contro il Chelsea, nel 3-0 del ritorno. VOTO 8

Matri: forse quello che ha pagato di più l’arrivo di Giovinco. Conte cercava qualità in avanti, Matri è la punta meno tecnica dei nostri. Ha comunque dato il suo fondamentale contributo: in gol contro la Fiorentina, contro l’Inter a Milano, in coppa, a Verona. Gol fondamentali. Paga però, come tutte le punte, il grande lavoro che deve svolgere per la squadra. VOTO 8

Conte: fino a dicembre la squadra è stata perfetta. Non ha sbagliato nulla, ma dovevamo immaginarlo: i pugni che fanno tremare le finestre del box allo Stadium ce li ricordiamo tutti. Era la prima di campionato. La Juve è stato un rullo compressore nella prima parte, nonostante la sua assenza. Poi i mesi di gennaio-febbraio, i più duri: poche vittorie, calo della forma fisica, addirittura anche Conte sembrava aver perso la bussola. Un vantaggio che si è assottigliato nel giro di quattro giornate: da +8 a +3, fino ad arrivare allo scontro col Chievo, a Verona, quando la Juve giocò avendo gli stessi punti del Napoli, ma con una gara in meno. Lì la svolta, perchè la Juve è tornata a macinare gioco, Chiellini ha ripreso il suo posto nella difesa, e Asamoah è tornato, anche se non in perfette condizioni. Conte ha saputo tirare fuori il meglio, da ognuno: quest’anno c’era la consapevolezza di poter vincere, forse fare il double, campionato e coppa. Il mister ha dato tutto, e ha fatto dare tutto: una squadra che gioca a memoria, meccanismi perfetti, che compensano quell’assenza di qualità fondamentale per vincere in Europa. La Juve di quest’anno ha perso quattro partite, a fronte dell’imbattibilità dell’anno scorso; ma ha anche pareggiato meno e vinto di più. Altro segno di maturità: senza fretta nello sbloccare le gare: spesso abbiamo regalato il primo tempo, ma la Juve ha giocato anche con ritmi più bassi, causa anche il modulo diverso. Bisogna fare davvero i complimenti a questo allenatore, perchè ha fatto un miracolo, ancora una volta. Ha vinto, giocando il miglior calcio. Ma nessuno lo dice. VOTO 10 e lode

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