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La coda di paglia

Eccola. E’ tornata. Ci mancava, lo ammetto. Perché davvero se non ci fosse, e non ci fossero i suoi dirigenti e quei fantastici tifosi che si ritrova, beh … credo ci sentiremmo tutti un poco orfani. Chi potremmo prendere in giro al bar tra una briosche e il cappuccio? E alzi la mano chi non ha simpaticamente deriso il collega tifosissimo di quella simpaticissima squadra davanti alla macchinetta del caffè in ufficio. O gli sfottò a scuola.

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Anche perché loro stessi sono i primi a saperlo. E  ridersi addosso. Come si può dimenticare le parodie a Zelig con i mitici Ficarra & Picone che ridevano della panchina lunga composta da un centinaio di giocatori che neanche si conoscevano tra loro? O Giacomo di Aldo, Giovanni & Giacomo che in ospedale mette come pigiama la maglietta di Sforza. Dicesi SFORZA! (e poi si lamentano che non vincevano, ndr).

Poi però hanno cominciato a vincere sul serio e ci hanno preso gusto. Certo. Se dovessimo andare a sindacare su come hanno cominciato a vincere altro che post. L’enciclopedia Britannica dovremmo scrivere. Ma tant’è. Hanno vinto e tanto. Addirittura la coppa con le orecchie grandi. Quella più bella. Quella più prestigiosa. Quella che dà lustro e gloria. Quella che il presidente petroliere voleva  più di tutto, sopra a tutto. L’ultima volta che l’avevano vinta mio padre stava facendo il militare di leva. Un miliardo di anni fa. Ma loro sono riusciti ad eguagliare e perfino superare quell’impresa. Loro sono riusciti a fare il triplete! E gli sfottò si sono rigirati su di noi. Loro sul tetto dell’Europa. Anzi del mondo (mitica la vittoria col Mazembe, ndr).

Noi… lasciamo perdere.

Ovviamente durante quegli anni fantastici per i colori nerazzurri guai a parlare di favori arbitrali, sviste colossali, cene con GAGG (non gags alla Ficarra & Picone), di gesti delle manette e soprattutto di ben 58 (leggansi CINQUANTOTTO) giornate consecutive SENZA un rigore contro.

Sabato prossimo ci sarà Atalanta di Milano – Juventus, la partite delle partite, e i nostri cari amici hanno pensato bene di mettere le mani avanti.

Ha cominciato l’allenatore più vincente della storia mondiale (dopo Zeman ovviamente): “Spero finisca… L’arbitro non aveva fischiato, non si era preso questa responsabilità, se l’è presa il guardalinee. Pazienza, quest’anno va così. All’ottava giornata già cinque, è una cosa che fa notizia. Non ce n’è uno netto.”

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Ha rincarato la dose il dirigente: “Quello che mi lascia perplesso sono i troppi rigori contro di noi: cinque in otto partite, mi sembra un record. E ancora più perplessità mi lascia il fatto che quasi tutti questi rigori sono perlomeno dubbi: sembra diventato molto facile dare rigori contro l’Inter, quasi ci fosse una gara. Non vedo lo stesso atteggiamento arbitrale in altri campi, per episodi analoghi a quello del rigore che ci è stato contro oggi”. 

Non ha ancora parlato il petroliere presidente. Ma è questione di minuti …

Casualità? Proprio alla vigilia della partita più sentita? Con l’atalanta milanese a 8 punti dalla Juventus? In piena crisi di gioco e con una difesa ieri sera ridicolizzata da un ragazzino di un metro e sessanta?

E vabbè, allora ditelo voi Juventini che avete la coda di paglia.

Può darsi ma in testa mi risuonano le parole di Bergamo a Rodomonti: “Le fatiche che hai durato non le devi mettere in discussione, fa la tua partita, non ce n’è per nessuno, e, se ti dico proprio la mia, in questo momento, se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti, dammi retta!”

Ma cosa volete juventini? Bergamo stava solo eseguendo gli ordini.  “la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus, per carità eh…”.

E allora hai visto che avete ragione? ABBIAMO LA CODA DI PAGLIA.

Può darsi. Ma Andreotti non disse una volta: “a pensar male qualche volta ci si azzecca”?

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