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La difficoltà di parlare sui social: insulto contro ragionamento

In Italia esistono 56 milioni di allenatori. Negli ultimi anni siamo pure diventati tutti dirigenti e direttori, perfino calciatori e politici. Va da sé che in Italia esistono una miliardata di opinioni e di ragionamenti. In questo caos bisognerà pur tentare di ragionare, ma non sempre è facile.

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Questo è un blog, un semplicissimo e maledetto blog dove chiunque può dire la sua perché così va la vita, perché la libertà di pensiero e di ragionamento è uno dei nostri più importanti doveri, più che diritti. Chiunque può dire la sua via articoli e commenti. Tentiamo di dedicare quel poco di tempo che abbiamo investendolo in articoli e commenti, appunto. L’insulto, specie se gratuito, e i toni davvero riprovevoli li condanniamo. E purtroppo nell’ultimo weekend il numero è ampiamente cresciuto, soprattutto sui nostri account social: Facebook e Twitter.

Proviamo a ragionare e da nessuna parte c’è scritto che siamo il Verbo della Juve. Facciamo ipotesi, usiamo il cervello e la logica tentando di capire cosa potrebbe essere più giusto, e poi scriviamo di cuore perché la Juve è la nostra più grande passione.

Negli ultimi anni, con la crescita del blog (il cui nostro unico e immenso guadagno è il poter parlare ogni mattina con altri veri tifosi bianconeri), abbiamo pure raccolto interessanti contatti fra giornalisti e gente che segue il mondo Juve. Di tanto in tanto ci sganciano qualche chicca, qualche buona news, addirittura qualche scoop in certi casi. E noi li giriamo volentieri a chi ci legge e ci ascolta.

Stamattina tutti parlavano di una telefonata che sarebbe arrivata al cellulare di Marotta: l’abbiamo detto noi ieri sera, ma a quanto pare la cosa o ha dato fastidio o per il solito vizio di giudicare e insultare siamo stati maltrattati (più per via privata, fortunatamente). Ai giornali crediamo poco, usiamo sempre il filtro di chi sa che molti scrivono con dolo, ma la notizia è vera e accertata. Soprattutto: facciamo fatica a distinguere chi realmente vuole discutere insieme a noi di Juve e chi sporca il flusso di pensieri con insulti gratuiti e inconcludenti.

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E poiché la notizia è accertata, piaccia o non piaccia, proprio per l’amore che proviamo per la maglia e la società, noi avevamo già segnalato un problema nato in seno alla dirigenza. Una piccola frattura fra chi gestisce (Marotta) e chi è responsabile dei risultati della squadra (Conte). Idee e obiettivi di uno si scontrano con gli interessi dell’altro e questo non ci porterà lontano. Se Nedved vuole Ibra perché è il top, Marotta insegue Gilardino per mettere una pezza. Se Conte da tre anni chiede un grande esterno, i nomi che sono arrivati rispondono a quelli di Peluso. Posto che Marotta merita un grande applauso per l’affare Tevez.

Il punto, e non ci smuoviamo da qua perché è la verità fattuale, è che la Juve compra male (escluso Tevez) e vende male. Marco Motta è agli ordini di Conte, tanto per intenderci, mentre Martinez non siamo riusciti a sbolognarlo e Melo, costato 25 milioni di euro, è stato ceduto a 3,75 milioni di euro dopo 71 partite e 13 gol al Galatasaray. Possiamo pure non pronunciare né scrivere la parola colpa, ma di certo i conti sono tornati a posto, ma non abbiamo operato in modo brillante sul mercato se Padoin è costato molto di più di quanto abbiamo venduto Melo ai turchi (storia e numeri alla mano dei due ragazzi, e il buon Padoin ci scuserà).

Tutto ciò lo diciamo nel bene della Juve, perché crediamo di aver intuito le ragioni di Conte in quello sfogo. Via Matri e Giaccherini, ottimi ricambi per i titolari, e oggi ci troviamo con l’incognita (perché se dopo tre partite non gioca è un’incognita, nonostante crediamo sarà un rinforzo eccellente) Llorente (unica prima punta rimasta in rosa) e Padoin primo ricambio per Vidal/Pirlo/Pogba vista l’assenza di Marchisio e la cessione di Marrone. Con un buco clamoroso sulla sinistra dove verrà dirottato uno fra Isla e Pepe quando i due si saranno ripresi (semmai si riprenderanno del tutto, per motivi differenti).

Si può vincere anche contro il Real Madrid, visto che ci abbiamo vinto con Ranieri in panchina e De Ceglie in campo, ma avevamo un immenso Alex Del Piero. Oggi abbiamo Vidal, Pirlo e Tevez, abbiamo una grande difesa e un portiere eccezionale, abbiamo Mirko Vucinic quando decide di indossare le scarpette da calcio e non le ciabatte, e abbiamo un Pogba in più. Ma alcuni tasselli mancano e Conte lo sa. Conte lo sa perché ha già giocato in una delle Juve più forti di sempre e proprio lui ogni tanto faceva panchina insieme a diverse big. Ricambi di valore, ricambi di qualità che oggi Conte non ha (a parte fra i quattro centrali di centrocampo). Segnaliamo il problema perché crediamo di rilevarlo: non ci sembra una colpa.

Concludendo. Siamo i più forti, i più preparati, i papabili per la vittoria del campionato per continuità e attrezzatura tecnica, ma permangono dubbi sulla qualità TOTALE della rosa. Conte l’ha velatamente detto, noi ne parliamo da anni. E se i miracoli tecnico-tattici finissero?

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