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La Gazzetta e il nuovo giornalismo mafioso: nessuno interviene?

A stare in silenzio si rischia di ripetere l’errore molte volte commesso con la mafia. E invece bisogna parlarne.

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I segnali sono inquietanti e sembrano proprio avvertimenti mafiosi. Molto triste se pensiamo che nell’immaginario collettivo un simile quotidiano dovrebbe occuparsi di informazione. Invece si limitano a una personale guerra. Che stanno perdendo a 360°: sul campo, dove la Juve ha massacrato tutti e continuerà a farlo, e poi in edicola dove i numeri sono chiari.

In RCS si nasce interisti, parola dei dirigenti. E allora il conflitto di interessi è diventato, da almeno 5/6 anni, un vero e proprio lavoro. Un house organ che inventa e combatte battaglie proprie.

Fin quando si fa ironia e ci si mette in una posizione faziosa la cosa è accettabile. Quando invece si costruiscono scandali farseschi e si tenta ancora di operare in modo illecito e volgare, allora la cosa non è più accettabile.

I limiti sono stati oltrepassati da tempo e allora mi spiego perfettamente perché certi tifosi, quelli dai metodi più facili, passano volentieri dalle parole ai fatti, e i fatti solitamente hanno la forma di bombe lanciate negli stadi, di mazze, di coltelli e speriamo si fermino qui. I limiti sono stati oltrepassati e la violenza del calcio italiano è solo lo specchio di quanto seminato da questi signorotti con la penna in mano.

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Toni e contenuti sono dei peggio paesi che ci sembrano lontano da noi, e invece… siamo proprio noi.

Il caso di Daniel Bravo è solo l’ultimo esempio di una redazione che ha perso la bussola da tempo, guidata da squallidi individui che rispondo a ordini ben precisi. Ci chiediamo dove porti tutto ciò. Ci chiediamo quando la si smetterà con questo giornalismo mafioso che costruisce dell’Italia una immagine davvero brutta.

Sarebbe carino capire perché la Gazzetta si muova in modo così unidirezionale, al costo di inventare le notizie e nasconderne altre. E il Paese è fermo, accetta tutto, quasi giustifica tutto.  Non capendo che così facendo si alimenta il nostro fallimento: se cade l’etica, se viene a mancare la morale, tutto il resto va a fondo. Economia, civiltà, voglia di lottare per questo Paese. Triste ammetterlo, ma sono loro i principali artefici del declino italiano. Qualcuno deve intervenire per ristabilire un minimo di equilibrio.

P.S.

Per tornare sull’argomento, Bravo non cita mai la Juve. Parla solo di un 1-1, tipo quello che il Milan riesce a conquistare proprio col Parma, proprio una giornata prima di Juve-Parma e con ciò avvicinandosi a una salvezza che si faceva complicata.

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