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La Juve dopo il Trofeo TIM

Un secondo posto il cui valore è pari al primo dei nerazzurri e al terzo dei rossoneri. Un allenamento, forse qualcosa di più visto che tutte e tre le formazioni volevano ben figurare. Assenze e condizione di forma pressocché equa fra le sfidanti, e a destare la migliore impressione è stata sicuramente la Juventus.

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La creatura di Antonio Conte ha preso già una forma molto vicina al 4-2-4 dei sogni del tecnico leccese, mentre la sostanza è in via di definizione.

Mancano, e si vede, e si sente, due ali con fiato e forza a sufficienza per spingere e creare gli spazi dove infilarsi e dove cercheranno fortuna gli attaccanti centrali. Marotta e Paratici hanno ricevuto i complimenti di Conte per l’acquisto di Vidal, la sorpresa dell’intera serata di amichevoli, ma dovranno ancora impegnarsi a fondo per completare la rosa apparsa, appunto, incompleta. Sulla lista degli acquisti un difensore centrale, nonostante gli indubbi progressi di Barzagli e Bonucci (forse non bastevoli per la sicurezza di Conte), e un’ala sinistra. I candidati sono davvero tanti, forse troppi: di sicuro qualcosa la Juve farà nelle ultime ore di mercato, magari a preliminari di Champions conclusi.

Per il resto la banda bianconera sta diventando sempre più padrona di meccanismi e sincronismi votati al gioco offensivo e allo spettacolo: quando Pirlo innesca le ali o le punte allungando la squadra, per il tifoso è un vero piacere assistere alle sgroppate ora di Pasquato e Krasic ora di Vucinic e Matri. Quando Marchisio amministra palla e il centrocampo applica la regola dei “tanti tocchi e palla lunga” la Juve scatena l’urlo degli spalti (ieri a maggioranza bianconera, vuoi perché la Juve è la Juve, vuoi per Antonio Conte idolo dei baresi per il fantastico anno del 2009).

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A dispetto delle passate stagioni la Juve spreca meno palloni e tenta una manovra avvolgente e veloce, tale da portare presto i giocatori d’attacco alla conclusione o al traversone. In evidenza le doti tecniche di Vucinic sia quando opera spalle alla porta sia quando è invece lui a involarsi verso la porta. Grande gol quello ai nerazzurri, ma soprattutto grande azione. Così come ottimo lo spirito di applicazione e l’efficacia di Alessandro Matri. Solo e isolato nella prima parte di gara col Milan ha saputo impegnare Nesta che è stato sempre saltato. Da applausi un’azione solitaria di oltre 30 metri palla al piede fermata solo con un fallo dal limite dell’area di rigore. Il bomber ex-Cagliari è già in forma e supportato da una seconda punta dall’assist facile e da due potenti ali può davvero far bene quest’anno.

Antonio Conte ha mischiato un po’ le acque: partito col 4-2-4 nella gara contro l’Atalanta di Milano è poi passato al 4-3-3 e poi al 4-2-3-1 contro i rossoneri, senza per nulla impressionare. L’idea che mi sono fatto, in parte confermata nel post-partita, è questa: Conte ha voluto regalare a Vidal l’occasione di poter giocare in 3 ruoli differenti: sinistra, trequartista alle spalle di Matri ed esterno destro nel 4-2-3-1. Il cileno è un tipo dinamico, dai buoni piedi e da una grinta non indifferente. Con pochi giorni d’allenamento e poca conoscenza dei compagni e dei moduli di Conte si è comunque inserito alla grande. Con la complicità del portiere Roma è riuscito ad andare subito in gol e poi ha rischiato la doppietta con un grande inserimento e ha infine servito l’assist-vittoria per la testa di Alessandro Matri. I complimenti a Marotta e Paratici sono arrivati da Conte, ma non dubito che molti tifosi abbiano partorito lo stesso pensiero del tecnico bianconero.

Capitolo attacco. Se Matri ha confermato la bontà del suo gioco e una condizione mentale invidiabile (sempre combattivo e grintoso e molto lucido nel leggere ogni azione d’attacco), Vucinic e Del Piero sono sembrati in palla nel ruolo di seconda punta. Dotati tecnicamente, hanno potuto contare sulle geometrie e la genialità di Pirlo e hanno potuto esprimere le idee, ben supportati dalle ali e dalla prima punta. In attesa di Quagliarella, l’attacco è il reparto che pare più completo.

Difesa. I terzini non danno alcun problema: autoritario Lichtsteiner, propositivo Ziegler. Barzagli e Bonucci stanno rendendo bene: si tratta di capire se la Juve può sentirsi al sicuro con loro due più il titolare Chiellini. O, e sembra la scelta di Conte e Marotta, cercare un leader difensivo esperiente e di ottimo livello. In ogni caso la Juve si ritroverebbe una buona coppia di centrali che è crollata solo dopo un errore di Vidal in fase di uscita e su una palla inattiva.

In definitiva una buona Juve, in crescita e in attesa degli ultimi due colpi.

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