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La Juve giocherà per vincere o per pareggiare?

Lucescu può dire quello che vuole. Anche che senza il fallo di Glik non avremmo mai battuto il Torino. Perché siamo prevedibili nell’attaccare. Non ce ne frega niente del suo giudizio.

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Ci interessa molto di più come ordinerà alla sua squadra di giocare mercoledì sera. Giocherà per vincere? Si accontenterà di un pareggio?

Ha già detto che giocherà per vincere. Ma Lucescu è una vecchia volpe, per cui è meglio attendere il campo.

Certo che per lui ogni tattica va bene. Ha ormai passato il turno. Male che vada rischia di perdere il primo posto. Che però gli darebbe molto fastidio.

Mettiamoci ora invece nella testa di Conte. È ormai un anno e mezzo che sta martellando i suoi giocatori sul fatto che bisogna giocare sempre in attacco, per vincere. E seguitare ad attaccare quando si vince.

Farà la stessa cosa mercoledì sera?

Solo il Brasile di Pelè poteva giocare senza curarsi di chi avesse contro.

Tutte le altre grandissime squadre della storia del calcio, quando hanno peccato di presunzione, hanno rischiato o addirittura hanno pagato.

Per andare al recente, l’ultimo campionato del mondo è stato meritatamente vinto dalla Spagna. Ma quanta fatica per partorire il goal di Iniesta. E che errori ha commesso Robben, lasciato libero nelle praterie della difesa spagnola! L’Olanda, decisamente meno forte, difendendosi ha avuto occasioni molto più clamorose che non gli spagnoli.

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Il Chelsea, inferiore a Barcellona e Bayern, li ha battuti l’anno scorso difendendosi. Se li avesse attaccati ne sarebbe uscito fuori massacrato.

Tornando a Conte, farà giocare la sua solita Juve oppure, per l’occasione, utilizzerà una tattica diversa?

Battaglia senza esclusione di colpi, oppure atteggiamento cauto per non stuzzicare gli avversari?

Meglio due feriti che un morto, per dirla alla Buffon?

E se pareggio dovesse uscire, senza rischi per nessuno, chi salverebbe Conte dai media che tirerebbero certamente fuori la manfrina degli accordi, del Siena e di Carobbio?

E noi juventini preferiremmo uscire dalla Coppa dopo una onorevole sconfitta  o rimanerci dopo un pareggio sospetto?

Sì, lo so, preferiremmo rimanerci dopo un’epica vittoria. A posteriori.

Ma prima della partita che pensieri agitano le nostre menti? E quelle dei giocatori? E quella di Conte?

Il futuro in Champions è legato a questi pensieri.

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