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La Juve ha perso. Onore alla Juve. Ma ora facciamo la conta

Dopo 49 partite d’imbattibilità, la Juventus ha perso. Prima o poi doveva succedere.

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Onore a questa straordinaria squadra che da due consecutivi settimi posti è resuscitata da Calciopoli fino al meraviglioso scudetto degli imbattuti (perché i campioni 2011-2012 restano imbattuti per sempre). Grazie per averci regalato la realtà di un sogno. La sconfitta di ieri sera è solo la fine di un periodo, probabilmente  irripetibile, che ha segnato indelebilmente la nostra storia. Onore alla Juve, a Conte, ad Agnelli. Grazie, campioni.

Stamane, mentre facevo colazione al bar, riecheggiava da ogni tavolino con enfasi o con tristezza il nome “Juventus”. Ed ogni volta era una stilettata al cuore. Ma poi ho capito la grandezza dell’impresa dei nostri campioni: la Juventus era sulla bocca di tutti perché aveva perso, dopo 49 partite. La notizia non era la vittoria dell’Inter, ma la sconfitta della Juventus. Nello sconforto totale che mi porto dentro da ieri sera, mi sono sentito ancora più orgoglioso di essere juventino.

Certo dove succedere, prima o poi. Ma proprio con l’Inter e allo Juventus Stadium.

E nessuno mi venga a dire: meglio così, altrimenti sai come la facevano lagnosa con il goal in fuorigioco e la mancata espulsione di Lichtsteiner. Meglio non perdere, in tutti i modi, anche con gli errori arbitrali. Ma tant’è, è successo.

Ora bisogna azzerare il contachilometri e ripartire. Ora bisogna dimostrare che siamo tornati sul serio ad essere la Juventus. Ora, preso lo schiaffo, bisogna reagire. Se qualcuno aveva perso la fame, se la dovrà far tornare. Se siamo stanchi fisicamente e mentalmente, bisogna trovare nuovi stimoli in fondo all’animo. Siamo la Juventus.

E dopo aver reso onore ai campionissimi, è anche giunto il momento di “FARE LA CONTA”.

Ieri sera abbiamo perso contro una squadra non straordinaria. Una difesa scarsa, un centrocampo di maratoneti, dei killer in attacco. Zanetti, Gargano, Cambiasso e Nagatomo hanno tolto il fiato ai nostri centrocampisti: correvano il doppio, il triplo, pressavano ovunque. Potevamo e dovevamo chiudere la partita nei primi minuti: ma non abbiamo i bomber, ma che dico, non abbiamo neanche un bomber. Stramaccioni ha Milito (ma guarda, mi trovo d’accordo con il titolo dell’editoriale di Oreggia su Tuttosport di stamattina!), e pure Palacio. Motivazioni, corsa, bomber: ecco la differenza. La Juve del girone di ritorno dell’anno scorso, anche senza bomber, si sarebbe mangiata quest’Inter e pure quel presuntuoso di Stramaccioni. E Marotta, che poi ci spiegherà quale è il nostro bomber, ha perso l’ennesima occasione per stare zitto ironizzando, prima della partita, sul tridente nerazzurro: “spensieratezza tattica”. Stramaccioni, non gli sembrava vero, ci ha preso per il culo a fine partita ricordando le parole di Marotta.

FACCIAMO LA CONTA.

Agnelli e Conte non si discutono.

Marotta la smetta una volta per tutte di parlare a vuoto e si decida a trovare questo benedetto bomber: Vucinic, Bendtner, Giovinco, Matri e Quagliarella non sono sfondareti. Neanche uno dei cinque. Per giocare in Champions così non va bene.

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Buffon torni a fare miracoli. Storari due partite, zero goal. Buffon 13 partite, 15 goals. Numeri. Ovviamente non sto dicendo che deve giocare Storari. Chiedo a Gigi di tornare ad essere fenomeno. La ribattuta sul tiro di Guarin, assist per il 2-1 di Milito, doveva essere laterale e non verso il centro dell’area.

Lichtsteiner corre, corre, corre ma non arriva più. E deve tenere i nervi a posto.

Vidal e Marchisio sono spremuti come due limoni. Il numero di palle perse da Vidal ieri sera è stato imbarazzante.

Pirlo non riesce più a fare in tutte le partite la differenza.

Sulle punte (punte?) un velo pietoso.

La panchina offre quello che può. Non parliamo dell’Isla attuale e del De Ceglie che si è perso. Ma in generale siamo su un livello medio. Poi però ci sono le eccezioni. Il Giaccherini ancora imbattuto (lui sì, sia nella Juventus che in Nazionale) e lo straordinario Pogba. Che ieri sera evidentemente non serviva.

Non è mancanza di gratitudine la mia. Non è catastrofismo. Bisogna aprire gli occhi prima che sia troppo tardi.

Troppi campanelli erano suonati prima della campana di ieri sera. Non sono stati ascoltati.

Onore, con ammirazione e con tutto il cuore, ai nostri campioni.

Ma siamo la Juventus e dobbiamo ripartire subito.

E prima di ripartire bisogna fare LA CONTA.

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