La Juve ha scelto Dzeko: arrivare al bosniaco è però una missione impossibile. I dettagli sono sotto gli occhi di tutti.

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Ma c’è ancora molto lavoro da fare, tipo verificare la bontà di De Ceglie e scegliere un terzino sinistro, e proporre un buon centrale di difesa a completamento del terzetto Chiellini-Bonucci-Legrottaglie. Partiamo dall’attacco.

La sorpresa assoluta rispetto al passato è che la Juve di Marotta ha molto appeal e può contare sull’appoggio dei giocatori. Vale, a mo’ di conferma di questa ipotesi, l’atteggiamento di Krasic col CSKA (trattativa non definitivamente tramontata, ma altamente complicata dalle sopraggiunte modifiche al regolamento sugli extra-comunitari). Qualche giornale (da qui il mio senso di non-totale-fiducia) riporta che Dzeko abbia fatto pressioni sulla propria società perché si decida a liberarlo. Diversamente da Krasic, però, il bosniaco è appetibile e appetito da molti team europei. Anche quelli che possono permettersi un esborso non indifferente. Tra questi club non figura la Juve, che deve muoversi per vie traverse. Tipo quelle che conducono a qualche scambio, forse anche più di una pedina. La Juve ha in esubero gente come Grygera, Poulsen, Tiago. Difficile inserire i tre cartellini nell’affare Dzeko, anche perché non introducono grossi sconti sul prezzo finale. Tale prezzo finale non è evidentemente riconducibile ai 60mln di euro richiesto dal direttore generale della squadra tedesca, ma almeno la metà. Gira voce, a Pinzolo, che Andrea Agnelli e Marotta abbiano ricevuto l’ok dal CdA per una spesa extra-budget, a patto che si tratti soltanto di Edin Dzeko. Alla fine della prossima settimana ne sapremo di più, anche perché i vari club europei non possono attendere ancora a lungo.

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In conferenza stampa si sono già presentati in molti: Storari, Motta e Martinez fra i volti nuovi, Amauri fra quelli vecchi. E anche De Ceglie ha parlato, per circa 5 minuti. La sensazione è che certi personaggi abbiano acquisito un po’ più di fiducia e caparbietà. Sguardi e parole sono diverse, nella forma e nella sostanza, rispetto a quelle pronunciate appena un anno fa. C’è la forte sensazione di non volersi illudere, loro per primi, e di non parlare a vanvera su obiettivi fantascientifici. Si dovrà lavorare e sudare molto.

Proprio De Ceglie è convinto di potersi giocare buone carte con Del Neri, nonostante sa bene che la Juve in quella zona del campo sta cercando un titolare. Grosso andrà rottamato e ceduto, resterebbe il solo De Ceglie di ruolo e quindi serve un acquisto. A destra le cose sembrano leggeremente più serene, potendo contare su Zebina in panca, o al massimo su Brazzo (come seconda/terza scelta). De Ceglie si sente terzino e i giocatori di fascia con Del Neri riescono a esaltarsi. Vedremo.

Per quanto riguarda il difensore centrale l’impresa è dura. E’ forse la zona di campo dove la Juve sta meglio, insieme al centrocampo. Ma forse un quarto difensore serve. I titolari assoluti, indiscutibili, sono Chiellini e Bonucci (in bianconero come in azzurro), con Legrottaglie che garantirebbe buona copertura del ruolo in caso di difficoltà o assenza di uno dei due. Ma un quarto serve e andrebbe ricercato in qualche esubero di prima qualità (leggi Marquez in uscita dal Barca) o in qualche giovanotto (qui i nomi sarebbero tanti). Non Mexes perché il francese ha comunque un costo elevato che la Juve, avendo altre priorità, non può permettersi.

Oggi, intanto, fra qualche ora è prevista la prima sgambata ufficiale. C’è molta curiosità nel vedere in azione il nuovo Diego (lo danno tutti per recuperato, di già, almeno mentalmente. Del Neri lo sta massacrando di lavoro, tecnico e tattico) e di capire che ne sarà dei nuovi e dei giovani (tipo quel Lanzafame che prenderà il posto di Camoranesi, a meno di un arrivo clamoroso sull’esterno a destra).

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