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La Juve sfida Silvio e tutto il Milan

Tevez vuol capire di che pasta è fatto il Milan. Stasera ne tasterà qualità e quantità. Silvio è sempre più vicino alla squadra: questo mi terrorizza, perché gli strumenti di Silvio sono tanti, troppi, forse tutti.

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Sfida affascinante. Juve contro Milan, in un quello che è supermatch solo perché la classifica alla seconda giornata recita così. Da anni i rossoneri sono lontanissimi dai vertici. E proprio quel Tevez poteva spostare gli equilibri se solo si fosse conclusa la trattativa per l’Apache a Milano. C’era un film: Sliding Doors, ed è perfetto in questo caso.

Il centrocampo muscolare di Inzaghi contro la manovra bianconera. Il contropiede di Inzaghi contro il ragionamento di Allegri. Inzaghi contro Allegri, perché è questo il vero tema giornalistico.

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Nemici giurati, nemici di passaggio. Uno ha preso un Milan ai livelli più bassi della storia, l’altro si è trovato in mano un tesoro messo assieme da Antonio Conte. Responsabilità differenti, con ausili differenti: Silvio ha già predisposto il campo di battaglia scatenando tutti i media (sia quelli posseduti, sia quelli controllati); mentre Agnelli e Marotta hanno agito coscienziosamente sul mercato nel tentativo di rafforzare la rosa bianconera in linea con le esigenze di bilancio.

Tevez e Allegri hanno di fatto stanato Menez e Inzaghi, costringendoli ad assumersi la responsabilità di chi deve fare qualcosa di importante in questa stagione. Dialettica, ma non solo.

Ore 20:45 e sarà tempo di un pallone che vagherà per il campo di San Siro, in un tutto esaurito che la dice lunga su cosa vuol dire questa partita, anche alla terza di campionato.

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