Dodici giornate, un bel po’ di punti in cascina, insomma tanto fieno. Tanto, ma non troppo per come la vedo, per come le ho viste (le partite). E poiché le partite le ho viste tutte, dal primo minuto all’ultimo secondo utile, ecco che una prima analisi di bilancio può essere fatta.
Io, come del resto tutti i tifosi che ho conosciuti, mi sono letteralmente fossilizzato sul 4-2-4 per una intera estate. Fino a settembre quando finalmente Conte lo varò in quel meraviglioso esordio contro il Parma. Ma già lì, già nel 4-1 casalingo, crebbero alcuni problemi. Problemi principalmente legati al rendimento di chi doveva esaltare quel modulo e cioè gli esterni.
Giaccherini non carburava e certo non era lui il prescelto per il ruolo di titolare. Pepe invece è partito benissimo, mentre Krasic ed Elia hanno di fatto recitato la parte dei fantasmi. Estigarribia ha retto al tracollo delle fasce e sta imponendosi come più di un’alternativa sulla sinistra.
Un allenatore intelligente è in grado di cambiare, magari rinunciando ai propri desideri. Fin qui l’allenatore Conte aveva conferito al suo 4-2-4 l’arma segreta per conquistare due volte la A. Genio incompreso a Bergamo (dicevano pensasse troppo alla Juve!) oggi Conte è uno degli allenatori più in gamba nel panorama italiano e, purtroppo, i risultati sono eclatanti.
Gestione del gruppo militare (chi parla viene insabbiato insieme al suo pensiero egoistico), allenamenti mirati, tanto lavoro fisico, moltissimi esercizi tattici durante la settimana. Marcello Lippi dice che “le partite si vincono dal lunedì al venerdì, non solo la domenica quando si va in campo” e Conte pare aver accolto in toto questa filosofia.
Ma veniamo alle proprietà tattiche del suo 4-2-3-1, modulo che Vidal ha imposto a Conte dopo che il tecnico leccese lo ha visto all’opera in allenamento. Intuizione fra le più geniali in questo campionato perché il cileno è perno imprescindibile nel motore di fatica bianconero.
Ecco secondo me i fattori chiave del successo, fin qui, della Juve di Conte (posto il valore indiscusso dei singoli e rido di fronte a chi considera la rosa della Juve inferiore alle altre):
- pressing offensivo: è encomiabile lo spirito di sacrificio degli attaccanti e dei centrocampisti. Specialmente Matri, Vucinic e Pepe, insieme al movimento costante di Vidal, garantiscono un pressing pazzesco contro l’avversario sin dai primi metri di campo. Gli attaccanti non perdono mai di vista il portatore di palla, sia che si tratti del difensore che imposta l’azione sia che si tratti del regista della squadra avversaria. Molto spesso chi gioca contro la Juve cerca il lancio lungo, la palla alta a superare proprio la linea di trequarti bianconera dove tutti si sbattono per cercare di recuperare il più in fretta possibile il pallone. E’ questa un’arma incredibile della squadra di Conte che riesce sempre ad avere il predominio territoriale e una quantità di possesso palla davvero notevole;
- intensità: come in fase di possesso come in fase di non possesso, la Juve gioca a ritmi pazzeschi. Non c’è mai una pausa, il che giova al divertimento per il telespettatore, ma non solo. Se la palla ce l’hai tu per tanto tempo, allora la corsa diventa pure un piacere. Fai meno fatica, senti meno la stanchezza e giochi divertendoti. Ecco perché la Juve dà l’impressione di non essere mai in affanno totale. L’intensità è perfettamente equilibrata in tutti i reparti, sempre molto corti, con il genio di Pirlo a dettare ripartenze e un possesso palla magistrale. Giova ricordare l’enorme lavoro di Matri senza palla: è lui che apre gli spazi per gli inserimenti delle ali e degli incursori, ed è sempre lui ad allungare la squadra in caso di ripartenza veloce. Barzagli e Bonucci completano il movimento dei 10 in campo e in tal senso va registrata la prestazione strepitosa di Barzagli (pagato 300 mila euro da Marotta);
- continua ricerca del gioco: è un punto che segue logicamente dai primi due. La Juve vuole il pallone nei propri piedi, vuole avere l’iniziativa, vuole giocare a calcio. Accadeva troppo poco negli anni precedenti, quando il tutto era lasciato nelle mani di Del Piero o Nedved costretti a inventare sempre la giocata. Stavolta, con Pirlo e con i piedi deliziosi di Marchisio e Vucinic e la corsa di Vidal e Pepe, la Juve gioca sul serio. Fin qui il possesso palla, in percentuale e in minuti, non ha avuto eguali in Serie A. E il possesso palla ti permette costantemente di allontanare la paura e infastidire l’avversario costretto a pressare e inseguire quel maledetto pallone. L’inserimento di Pirlo ha poi regalato al reparto difensivo una tranquillità che mancava dai tempi di Emerson, con la cerniera difensiva di Thuram e Cannavaro;
- meccanismi di coppia: pensateci bene e cercate di accoppiare a due a due i giocatori bianconeri. Facessimo un sondaggio al volo ecco cosa risulterebbe: Lichtsteiner e Pepe (le due frecce che stanno asfaltando la fascia destra), Chiellini e Vucinic (o Estigarribia nel confronto col Napoli), Vidal e Marchisio, Barzagli e Bonucci. Restano fuori da questo giochetto Matri (perfettamente libero di seguire il proprio istinto e costretto a lavorare per il bene della squadra in fase difensiva) e Pirlo (volete davvero ingabbiarlo?). Per il resto la Juve ha una fisionomia ormai precisa. In particolare desta scalpore la qualità e la quantità generata dal lato destro con lo svizzero e Simone Pepe.









Lo pseudojuventino Travaglio con la sua onestà a targhe alterne: vergognati!
Non parliamo di ridicolo...
Errori pro Napoli e squalifiche pro Milan: è il calcio pulito!
Juventus-Inter 2-0 Tutta colpa di Moggi
Parma-Juventus 0-0 Il Palazzo dice no!








02/12/2011 - 17:34
magic66Ricordo la partita con il milan….la juve sembrava il barca da come la squadra faceva girar palla…se non mi sbaglio, alla fine della partita il possesso palla era del 70% per noi….non ricordo nessuna juventus del passato con un tale palleggio e possesso palla….nemmeno quella lippiana….mi sono divertito da morire solo a vederli far girar palla con quella intensita’ e bravura nei movimenti giusti….si vede decisamente la mano di conte sul gioco della squadra….grande antonio
02/12/2011 - 18:19
JLPicardConcordo.
Il Milan può sembrare molto più forte (in realtà lo è, ma molto meno di quello che sembra), ma la Juventus ha dimostrato di essere la seconda forza di questo campionato. Le partite contro Lazio (una squadra che ha bisogno di più continuità) e Napoli (che tolti i big in attacco praticamente è fatta tutta di gente abbastanza nella media, allenatore compreso; vedrete che quando Mazzarri non avrà più la scusa della CL cadranno le bugie che è costretto a raccontare per mascherare la sua campagna acquisti scadente e l’incapacità di dare più duttilità alla squadra) hanno dimostrato.
Oh, comunque lo scudetto non lo vinciamo eh… però ci divertiremo un mondo.
02/12/2011 - 19:48
IoJuventinoAh ah, spot per noi… lo scudetto non lo vinciamo… però ci divertiremo un mondo. Diciamo che la ragione tende a confermare questo tuo pensiero, il cuore, dopo QUESTE dodici giornate, vorrebbe qualcosa di più. Però è corretto: il Milan può vantare una maggiore tranquillità, ma vedrai che se cedono i due elementi cardini (per me Boateng e Ibra) il Milan scompare di botto.
02/12/2011 - 20:01
IoJuventinoIl possesso è una delle armi micidiali e Pirlo in mezzo al campo facilita il lavoro di tutti. In realtà, e purtroppo lo leggo sempre poche volte, pochi sottolineano l’importanza nella manovra di Vucinic, uno che ricama gioco come pochi. Si muove tanto, a dispetto della sua discontinuità, serve assist importanti e decisivi, corre e si sbatte mettendosi al servizio della squadra. E poi quel Vidal…
03/12/2011 - 15:19
stepIn effetti il lavoro di Vucinic, sulla fascia, assomiglia un po’ a quello di Nedved, tranne il fatto che il ceco aveva più libertà di svariare in area avversaria.
Spero che Conte e Marotta si concentrino prima su un top player da mettere in difesa e, in estate, un altro per l’attacco.
03/12/2011 - 17:29
IoJuventinoCredo siano proprio le indicazioni di Conte. E magari un talento della fascia arriverà in estate. Fiducia massima in Marotta e Paratici. Su Conte praticamente sto fondando una religione.