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La logica agghiacciante della cistite di massa

Io penso che la credibilità uno la ottiene nella vita, giorno dopo giorno e io nella mia vita penso di aver ottenuto grande credibilità, a differenza di chi si è venduto le partite, ha venduto se stesso, la sua famiglia e i suoi compagni, da tre anni. E io mi devo sentir dire che lui è altamente credibile e io poco credibile.

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Partiamo da queste considerazioni lapidarie di Conte espresse durante una conferenza stampa da incorniciare a da stampare nella mente, e non solo, di chi continua da mesi a parlare a vanvera, a dare giudizi mosso dalla più gretta ignoranza o, ancor più spesso, da una buona dose di disonestà intellettuale unita a un’antijuventinità tale da far accapponare la pelle.

Ma chi è quel “lui” di chi parla Conte? Vi do un indizio: Lui, con la “L” maiuscola data l’immensa stima di cui gode in certi ambienti, è “Uno e Trino” come dice l’avvocato Bongiorno. Lui è un ladro anche, un falso, un amante della calunnia sposato però con la diffamazione. Una sottospecie di coniglio che prova a scappare da una pesantissima condanna in sede penale per associazione a delinquere transnazionale, che può darti anche 13 anni di galera, tirando in mezzo altre persone e tentando goffamente di trasformare i vari illeciti organizzati con i cosiddetti Zingari, peraltro provati da una valanga di telefonate, in accordi “caserecci”, da spogliatoio, imposti per di più dall’alto, per passare così alla semplice frode sportiva.

Tutte queste cose in un processo normale sarebbero “carta straccia” come dice sempre la Bongiorno…ma qui siamo al di fuori del normale, della logica e della decenza…ci sono strani personaggi come Palazzi, Artico e Sandulli, capitanati da un certo Abete. E in questo sistema marcio e putrido finalmente Lui trova la sua giusta collocazione, quella che cercava dopo una vita disonesta e di cui dovrebbe vergognarsi…ma in questo sistema non esiste la vergogna, qui Lui viene “divinizzato”, diventa un pentito credibile benché non sia neanche in grado di fornire due volte consecutive la stessa versione di un fatto. Ma in questo posto non esiste neanche la logica e a pochi interessa. Quasi tutti preferiscono tenere la testa sotto la sabbia e far finta di niente.

Vediamo un po’ come la pensa Conte su questo Lui:

Pippo, Pippo, perchè è Pippo per la Procura, non è Filippo Carobbio, perchè ormai siamo diventati pappa e ciccia con la Procura, lo considerano un collaboratore di giustizia. Io lo considero più un aggiustatore di presunta giustizia, il signor Pippo.

E riportiamo anche qualche pensiero su questa Procura, che penso sarebbe più appropriato chiamare il regno dell’infamia, della vergogna e del ricatto per essere più corretti:

Li sapete i metodi della Procura Federale? Li avete letti? Forse sono passate inosservate le interviste di Locatelli, di Paoloni. A me no. Locatelli e Paoloni che dicono? Non abbiamo detto quello che volevano sentirsi dire. Non abbiamo messo dentro nomi importanti per abbassarci la pena. Questo dicono. Agghiacciante quello che dicono, però questo non interessa. Ai giustizialisti questo non interessa. Non interessa il modo di fare che ha la Procura. Non Interessa quando si parla di patteggiamento: il patteggiamento è un ricatto.

E cosa succede intanto che Conte, Alessio e gli avvocati stanno facendo la conferenza stampa? La Figc con un tempismo quanto meno sospetto o più probabilmente come ennesima provocazione fatta giusto per fomentare un po’ d’odio, che tanto non guasta mai, pubblica le sentenze sulla conferma della condanna a 10 mesi di Conte anche in secondo grado. Le motivazioni come già nel primo grado sono definibili con un solo termine: ridicole. In pratica si insiste sulla favola che Conte avrebbe estromesso Mastronunzio dalle ultime partite perché quest’ultimo si sarebbe rifiutato di combinare le partite. Inoltre ritorna la barzelletta del “non poteva non sapere ”quello che facevano Carobbio e Stellini alle sue spalle in virtù del suo carattere “accentratore”.

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Ma dove siamo?! Io mi chiedo dove siamo finiti…che motivazioni sono queste per condannare una persona innocente fino a prova contraria, a maggior ragione considerando che non esistono prove di colpevolezza ma al contrario esistono prove delle menzogne di Carobbio detto Pippo?!

La malafede è palese e questa è l’unica spiegazione. Conte è un vincente, è alla Juve, sta antipatico e deve essere abbattuto. E con lui il povero Alessio, vittima di una vicenda grottesca. Mastronunzio da fine febbraio era ormai uscito dall’11 titolare per scelta tecnica come rilevato da un ottimo articolo presente su barzainter.it. Inoltre non è stato convocato per le ultime due partite stagionali perché infortunato, come riporta il sito ufficiale del Siena in data 12 maggio 2011. E la storia del “non poteva non sapere” non è neanche commentabile secondo me essendo di fatto un’opinione personale di Palazzi e del giudice. Dire “non poteva non sapere” è semplicemente un mostro giuridico in assenza di prove, c’è poco da dire ed è vergognoso che lo sdegno mediatico sia praticamente nullo di fronte a simili nefandezze. Perché nel 2006 il “non poteva non sapere” non è stato applicato a Galliani per le telefonate di Meani ad esempio? Perché non può esistere giustizia in Italia finché avremo una simile (in)giustizia sportiva, che è “una bilancia a cui manca un piatto, quello della difesa” come dice sempre la Bongiorno. Io direi che è uno schifo, semplicemente per rendere meglio l’idea. Una vergogna da far saltare in aria fin dalle fondamenta perché onestamente non si può andare avanti così.

Perché non esiste che a Conte al secondo grado venga tolta l’omessa denuncia più grave, quella paradossale e tragicomica di Novara-Siena e quindi anche la reiterazione del reato, ma vengano confermati i 10 mesi di squalifica. Non è possibile che Carobbio sia credibile quando fa comodo e non è possibile che l’accusa venga impersonata da uno come Palazzi che non ha neanche le palle di andare fino in fondo. Sì, perché se credi alla fiaba carobbiana della riunione tecnica in cui Conte annuncia il pareggio davanti a tutti, poi non puoi deferire solo 3 persone. E quando un avvocato ti chiede spiegazioni al processo e ti parla di “fantasmi” come ha fatto l’ottimo De Rensis tu non puoi rispondere “si potrebbero essere assentati per un bisogno fisiologico”. Non puoi dire queste cose e passare impunito…non puoi infangare una persona innocente e farci credere che altre 15 persone erano in bagno in contemporanea, per di più durante una riunione! E faccio i compliemnti a De Rensis per una battuta durante la conferenza stampa destinata a passare alla storia:

Allora, o devo pensare a una cistite di massa o devo pensare che c’è dell’altro.

Ovviamente lo sappiamo tutti che c’è dell’altro, che ci costringe a navigare da almeno 6 anni in questo liquame in cui sguazzano volentieri i santoni della Figc e i loro amici fidati.

E riporto anche le parole di Alessio, troppo poco considerato in questa vicenda ma vittima di qualcosa che definire grottesco, staliniano, inquisitorio o antidemocratico appare riduttivo. Lo faccio spiegare a lui, che fotografa al meglio la situazione, una situazione per la quale merita la nostra più profonda e sentita solidarietà. Perché nessuno merita di vivere una cosa del genere, per la quale qualcuno dovrebbe vergognarsi a vita:

Io sono qui oggi e ancora non so darmi una risposta. Chiedo a voi se c’è una spiegazione, anche perchè mi sono sempre comportato e mi reputo una persona perbene. Nella mia vita mi sono sempre comportato con onestà, rispetto ed educazione. Eppure sono stato condannato. Nessuna procura mi ha indagato. il procuratore federale Palazzi, senza convocarmi, mi ha deferito. La Commissione Disciplinare, mi ha condannato a otto mesi, mentre la Corte di Giustizia Federale mi ha ridotto la pena a sei mesi. Per cosa, non lo so. Tutti mi hanno giudicato, ma nessuno mi ha ascoltato. Mi chiedo, come può succedere una cosa simile.

Andremo a lottare al Tnas con il cuore pieno di rabbia e con gli occhi da tigre, pronti a divorare chiunque. Vedremo se servirà dato che il presidente del Coni Petrucci ha già provveduto a regalarci le sue pillole di saggezza moraleggianti che condannano le parole di Conte, Alessio e degli avvocati. E addirittura arriva a considerare Palazzi la vera “vittima” (?!) di tutto questo oltre a difendere a spada tratta questa (in)giustizia sportiva così com’è, con un tipico esempio di difesa a oltranza dello status quo tanto caro al nostro BelPaese. In pratica siamo soli, come sempre. Meglio.

Una vergogna. Una tremenda ingiustizia. Un sistema da ribaltare ad ogni costo e a questo proposito ben venga il comunicato di fuoco di Agnelli.

Ma non è più il momento delle parole e delle riflessioni. È il momento della rabbia, della Giustizia e della sete di vendetta. La guerra l’hanno voluta loro, noi non aspettavamo altro da 6 anni a questa parte. Le conseguenze però le dovranno pagare care questa volta.

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