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La macchina del fango riparte a pieno regime

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Non ci basta dover ingoiare il rospo del possibile patteggiamento di Conte (e relativo staff tecnico), Bonucci e Pepe.

Ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, spuntano come funghi nuovi individui pronti a cogliere la palla al balzo. Individui pronti a tutto pur di ottenere uno sconto di pena, anche tirando in ballo persone innocenti, che nulla hanno a vedere con il calcioscommesse. Oggi è il turno di Vittorio Micolucci, ex giocatore dell’Ascoli nel periodo 2007-2011 che può vantare già due squalifiche (una di 14 e l’altra di 4 mesi) per Scommesspoli. Il signore in questione, come riportato ieri da Repubblica (articolo ovviamente a firma di Foschini e Mensurati, si il giornalista intercettato a colloquio con Ilievski…), afferma che, nella stagione 2008-09 di Serie B, che culminò con la promozione del Bari, allora guidato dal nostro Antonio Conte, furono combinate due partite: precisamente Piacenza – Bari, terminata in pareggio, e Salernitana – Bari, con vittoria della squadra campana. Come già detto in precedenza, Micolucci all’epoca dei fatti di cui sopra, giocava nell’Ascoli ed è venuto a conoscenza di queste presunte combinede relato”: non direttamente dunque, ma per farla breve “un tizio gli ha detto che…”. Si tratta comunque di roba vecchia, probabilmente già presa in esame da Palazzi e cestinata.

Ma la tempistica di questa confessione e, soprattutto dell’articolo giornalistico, è curiosa: Conte si avvia verso il patteggiamento ed ecco che spuntano nuovi “particolari”. I 3 mesi più ammenda non vengono ritenuti una pena congrua a chi auspica la ghigliottina… e quindi si cerca uno stratagemma per danneggiare ancora di più società, mister e tifosi. Anche moralmente.

Risulta evidente: Antonio Conte è una figura scomoda nel mondo del calcio italiano. Scomoda perchè è un vincente nato, non è una persona ipocrita e, se c’è da combattere, non si tira di certo indietro. Ma soprattutto: è uno juventino vero. E al Palazzo, comandato dai soliti noti che ormai ci stanchiamo pure ad elencare, questa cosa non va giù per niente. E non potendo colpire direttamente la società, come accaduto nel 2006, stavolta si cerca di distruggere l’artefice del ritorno al successo.

E state pur certi che la Macchina del Fango non si fermerà di certo qui…

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