Menu Chiudi

La prima giornata di Champions delle italiane: come è andata?

C’era tanta attesa riguardo la prima giornata della massima competizione europea. L’Italia schierava tre corazzate: Milan, Atalanta di Milano e Napoli. La prima di queste ha una storia molto importante in questa competizione, l’altra è esordiente e ci è arrivata trascinata da un entusiasmo contagioso.

Advertisment

Guardando ai meri risultati usciti dal campo si potrebbe obiettare di una sonora mazzata per l’italico paese. Italico paese che ha deciso, in virtù non già dei risultati, ma delle prestazioni in campo, di violentare il dizionario della lingua italiana e proporre una nuova interpretazione di alcuni vocaboli molto importanti nel dialetto calcistico.

Così il termine catenaccio fa rima, nei servizi giornalistici, con rocciosità e attenzione, mentre il tanto vituperato contropiede all’italiana è diventato una strategia oculata.

Famose a capi’ direbbero a Roma.

Ho visto Milan-Barcelona e poi ho seguito con grande piacere l’esordio di Mazzarri contro Roberto Mancini. Ho poi visto gli highlights delle altre squadre, mentre un amico mi ha raccontato la partita di Gasperini.

I miei occhi non hanno notato alcune sottigliezze lessicali e il lettore mi perdonerà se chiedo aiuto nel tentativo di sciogliere i seguenti dubbi:

Advertisment

  1. si può giocare a calcio per 2 minuti – diconsi 2 – e il cronista riportare di una fase difensiva attenta e una coppia rocciosa? Il Milan si è arroccato, e bastava leggere l’11 titolare, nella propria metà campo rinunciando alla manovra, rinunciando al gioco. Rilanci, lanci e sgroppate. Il vecchio kick and run che da noi è stato chiamato contropiede e che all’oratoio invece è ricordato con la formula “palla lunga e pedalare”. Tutto tranne che strategia, tranne che “la partita era stata preparata proprio così”. Ci facciamo una figura piccola piccola, e non lamentiamoci se all’estero ci dipingono con termini negativi;
  2. stessa formula, ma diversa sostanza per il Napoli: arroccati sì, ma l’entusiasmo e il dinamismo dei tre tenori hanno almeno impegnato severamente, anche solo per brevi tratti della partita, la difesa del ManCity. Mazzarri l’aveva veramente preparata così, perché in quel girone di ferro chi perde è praticamente quasi estromesso dal passaggio del turno. E chi perde due volte mette a serio rischio pure l’eventuale ripescaggio in Europe League. Solo che il Napoli, a fronte forse dell’esperienza del Milan appena 24 ore prima, ha fatto fatica a uscire e pressare come di solito fa nel campionato italiano. Intendiamoci: grande battaglia, grande sacrificio. Forse troppo sacrificio in fase difensiva per i vari Hamsik e soprattutto Lavezzi, ma il Napoli è promosso;

I miei dubbi riguardano perciò l’uso della parola manovra, idea di gioco e filosofia di attacco: “palla lunga e pedalare” non può essere una strategia studiata a tavolino, se poi Max Allegri viene presentato come il nuovo Fergusson. Ci perdoni lo stregone scozzese per la bestemmia, ma siamo italiani. Gonfiamo un po’ i nostri concetti e usiamo paroloni anche se sono fuori posto e vuoti di significato.

Ci perdoni soprattutto la Turchia: i termini sfortunata e penalizzata non possono essere associati alla prestazione della squadra di Gasperini. A proposito: metà settembre e già in forte discussione? Metà settembre e di allenatori a Milano se ne ritrovano almeno 5: uno in Presidenza, un in veste ufficiale in panchina ed è Gasperini, tre in campo con Cambiasso, Zanetti e soprattutto Snejder che può permettersi di spostare compagni e piazzarsi dove piace a lui. Chissà qual è stavolta l’anomalia riscontrata dal simpatico Ministro La Russa.

Ci perdoni la Turchia, dicevamo. Quanti sanno scrivere a memoria la squadra che ha affrontato il team neroazzurro? Quanti sanno che la pagina Wikipedia ieri è stata modificata proprio perché tantissimi tifosi erano andati a guardare cosa diavolo ha combinato negli ultimi anni questo club? Bene. Di fronte ai campioni della galassia interstellare c’era un team che, recita Wikipedia modificato

[...] insieme a Galatasaray, Fenerbahçe e Be?ikta? ha dominato la scena del calcio turco negli ultimi anni.

Chissà quali almanacchi avranno mai consultato i fantomatici tizi di Wikipedia per affermare questa pericolosa non verità: negli ultimi 10 anni questo club ha vinto 3 Coppe di Turchia e 1 SuperCoppa di Turchia. L’ultimo campionato risale al 1984. Io non ero ancora nato, la Apple presentava il primo Macintosh della storia, il Napoli acquistava Maradona e l’Inter veniva eliminata dalla Coppa UEFA dall’Austria Vienna. La Juve invece si laureava Campione d’Italia e vinceva la Coppa delle Coppe con Trapattoni in panchina e Platini in campo.

Erano tempi in cui le parole avevano un significato…

Advertisment