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La Russa attacca Cannavaro: ma come si permette?

Uno dei ministri più discutibili ha detto la sua. Già famoso per aver preso parte, da vero garantista, al processo mediatico contro la Juve, lui noto tifoso nerazzurro, ora prova a calpestare Cannavaro.

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Il Capitano della Nazionale Italiana di Marcello Lippi aveva chiaramente espresso un parere ai casi che riguardano Calciopoli e Marchisio. Più le grandi manovre di Calderoli, uno che se te lo ritrovi parente faresti fatica a tornare a casa per le vacanze. Fabio Cannavaro aveva espresso uno dei pareri più condivisi e condivisibili: l’Italia è un paese ridicolo. Abbiamo perso tutto o quasi. Intelligenza, umiltà, buon senso, regole e dignità. In tutti i settori della nostra vita. Gli esempi sono lampanti: la crisi in RAI, la libertà di stampa in pericolo, le leggi ad uso e consumo di 800 persone contro 56milioni di individui che fanno una fatica bestia a sorridere, Emilio Fede che dirige un telegiornale, gli 11,5 milioni di euro pagati a Murigno, i debiti e le vittorie di cartone dell’Inter del Disonesto Moratti.

Cannavaro in realtà si era limitato a discutere dello scandalo, subito rientrato, che ha coinvolto Marchisio, scandalo figlio di una romanità che certo non può prendersela con i bianconeri, e gli ultimi sviluppi di Calciopoli. Non si può non essere d’accordo con Cannavaro: i giornali ricercano e creano gli scandali e non fanno più informazione. Informazione decente, nemmeno per quanto riguarda lo sport. Si attacca Lippi, si attacca la Nazionale, si attaccano i suoi protagonisti. In modo violento, gratuito e vigliacco (Marchisio ne è un esempio lampante!).

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Il Ministro La Russa attacca Cannavaro: ma come si permette lei, signor ministro?! Quali ragionamenti a difesa del suo attacco? Eccoli, sono i soliti ragionamenti a cazzo-di-cane, quelli preferiti dal Parlamento Italiano tanto per intenderci:

Stavolta Lippi è isolato rispetto alla maggioranza degli italiani. Avrebbe potuto portare uno tra Cassano e Totti. Avrebbe potuto portare anche qualche giocatore dell’Inter: c’è Balotelli e anche Thiago Motta che potrebbe essere italiano, come lo è Camoranesi.

E torniamo al punto di partenza: ancora la Juve, sempre la Juve e gli juventini. Si poteva pure portare l’autista del pullman nerazzurro, che dovrebbe avere passaporto italiano ma sulla cui patente aleggia un dubbio circa l’autenticità, visto il recente caso di Recoba. Oppure si poteva convocare il magazziniere, ammesso che sia italiano. A questo proposito la soluzione è semplice: insieme al suo amico Berlusconi e al fido Moratti in Parlamento, organo che non ha un cazzo da fare, può varare una legge per impedire ai bianconeri di parlare e di partecipare a ogni funzione pubblica, comprese quelle sportive. Il gioco sarà fatto. Buon lavoro, Ministro, ammesso che sappia cosa significhi la parola lavoro!

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