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La statistica spiega l’anomalia dei 5 scudetti consecutivi dell’Inter

Lo so, sono 4 consecutivi dirà qualcuno, perché il primo è di cartone.

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No, sono 5 consecutivi perché tutti di cartone. Che sono di cartone lo dice la statistica, che è una scienza.

5 scudetti consecutivi li ha vinti la Juventus del quinquennio 31-35 e forse li avrebbe vinti il Grande Torino se non fosse perito a Superga. Squadre mitiche, ma inserite in realtà storiche, sociali e sportive che potevano permettere anche questi eccezionali exploit.

Negli ultimi sessanta anni non c’è mai riuscita nessuna squadra, fatta appunto eccezione l’Inter.

Non il Milan di Gre-No-Li, non la Juventus di Charles e Sivori, non l’Inter di Herrera, non la Juventus di Boniperti, non il Milan di Berlusconi, non la Juventus di Moggi. Ma l’Inter di Moratti figlio, il più incapace dei presidenti di calcio che si sia mai affacciato alla ribalta della serie A, sì. Strano.

L’Inter e Moratti figlio (il meno capace) facevano ormai parte delle sceneggiature degli spettacoli comici della televisione italiana: si rideva di  Moratti, si rideva dell’Inter, ci ridevano sopra gli interisti stessi, ormai stanchi di piangere.

Se bisognava spiegare come una cosa era sbagliata, era storta, era brutta, era finita male, si faceva ricorso all’esempio dell’Inter, e tutti capivano.

L’Inter sospettava di non vincere  perché la Juventus e il Milan (più la Juventus però) arrivavano a fine campionato con 20 punti più di lei falsando, non è chiaro in che modo, i campionati.

Secondo l’Inter i campionati vinti dalla Juventus, il Milan, la Roma, la Lazio, erano falsati. Per questo lei non vinceva. Non perché faceva campagne acquisti ridicole sprecando miliardi di lire e milioni di euro. Non perché mancava di organizzazione. Non perché aveva un presidente incapace.

Poi, e ora sappiamo come, venne Calciopoli. E l’Inter vinse 5 scudetti di seguito.

Statisticamente un’anomalia.

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Noi sappiamo ormai tutto quello che è successo, ma un osservatore neutrale ed all’oscuro delle faccende italiane farebbe questa banale osservazione: come si fa a definire falsati i campionati dove vincevano un anno una, un altro anno un’altra squadra, e definire regolari quelli in cui vinceva per cinque anni di seguito una squadra soltanto?

Le anomalie sono quelle prima del 2006 o quelle dopo?

Quelle dopo, lo dice la statistica.

Con Calciopoli, da lei organizzata, l’Inter eliminò gli avversari. E senza avversari si possono vincere anche tutte le partite. Quello che praticamente hanno fatto le Inter di Mancini e Mourinho.

Sul momento uno sprovveduto poteva anche credere che nel 2006 era stato eliminato il marcio.

Ma marcio non era un campionato dove fino all’ultima giornata non sapevi chi lo vincesse.

Marci sarebbero stati i campionati successivi dove già ad agosto si sapeva che avrebbe vinto l’Inter.

Insieme alle prove provate dell’innocenza della Juventus (nessun risultato falsato, hanno detto i giudici), insieme alla prescrizione dell’Inter (altrimenti condannata per illecito sportivo), c’è la scienza, la statistica che ci spiega che non è anomalo vincere quasi mai (l’Inter di Moratti figlio prima del 2006) ma è anomalo vincere sempre (l’Inter di Moratti figlio dopo il 2006).

Ora aspettiamo che qualcuno rimetta in ordine la storia dando a Cesare quel che è di Cesare.

Bisogna cancellare l’anomalia dagli almanacchi e dalle statistiche.

Lo dice la statistica.

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