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La storia del calcio europeo conferma la Teoria di Calciopoli? Ecco i dati

D’altronde la storia del calcio europeo conferma la teoria di Calciopoli.

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E’ una stranissima tesi di un giornalista italiano. Poiché il nostro Paese non è libero, il nome lo lascerò scoprire a voi (ma in rete è scomparso l’articolo da un famoso portale informativo) così mi risparmio grane.

Ok, detta la frase, scoperta la stronzata.

Isoliamo un po’ di dati e precisamente quelli relativi alla Coppa UEFA, alla Champions League e al Pallone d’Oro: tre competizioni la cui oggettività non è evidentemente assoluta, ma soddisfacente per sviluppare un discorso che sia anche solo logico.

Il periodo di riferimento della nostra analisi sarà quello del Regno di Moggi-Giraudo-Bettega (quindi dal 1994 al 2006, compreso l’anno 1993 che è preparatoria al Triumvirato più forte della storia del calcio).

Coppa UEFA

Nel 1993 la Juventus batte il Borussia Dortmund in doppia finale e vince il trofeo. Nel 1995 la Juve di Moggi torna in finale e stavolta perde contro il Parma di Nevio Scala. Non si contano altre partecipazioni fino al 99/2000 quando la Juve esce agli ottavi. In mezzo c’è il tempo di portare a casa un Trofeo Intertoto di bassissimo livello e appeal, causa il tracollo dell’era lippiana.

Champions League

Il 22 maggio 1996 la Juventus di Ferrara-Pessotto-Padovano-Jugovic (i rigoristi di quella sera) vince la seconda Coppa dei Campioni a Roma, in territorio nemico. Del Piero è vicecapoccanoniere del torneo con 6 reti, dietro a Litmanen con 7 (a segno proprio in quella finale). Del Piero sarà eroe dell’anno dopo il gol segnato nella Finale Intercontinentale contro il River Plate e la doppietta nella finale di ritorno della Supercoppa UEFA giocata contro il PSG.

L’anno successivo, il 28 maggio 1997, la Juve perde la seconda finale consecutiva a favore del Borussia Dortmund (imbottito di ex glorie bianconere). Memorabile il gol della bandiera di Alex Del Piero segnato di tacco.

Il 20 maggio del 1998 la Juve è ancora in finale. Un gol irregolare del Real Madrid fa fuori Inzaghi e compagni all’Amsterdam Arena.

La Juve sarà semifinalista di Champions anche nel 1999: record di match consecutivi giocati nella competizione e mai più battuto. Stavolta a far fuori la Juve è il Manchester United che andrà a vincere il trofeo.

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Nel 2002/2003 va in scena la finale tutta italiana fra Milan e Juve. La lotteria dei rigori stavolta darà ragione ai milanesi per i clamorosi errori di Montero, Trezeguet e Zalayeta.

Nell’era Capello la Juve uscirà due volte ai quarti contro le finaliste Liverpool (poi vincente contro il Milan nel memorabile recupero da 0-3 a 3-3) e Arsenal (battuto dal mitico Barcelona di Ronaldinho).

Altre Coppe Europee

Nel 1996 la Juve conquista l’Intercontinentale con una gemma di Alex Del Piero e la Supercoppa UEFA. In quest’ultimo caso la Juve strapazza il PSG battendolo 6-1 all’andata e 3-1 a Palermo (e io c’erooooo!).

Pallone d’Oro

Il trofeo vanta un record: la Juve è il club con più Palloni d’Oro nella storia del calcio. Ben 9.

Sono 3 le premiazioni avvenute sotto l’era Moggi.

Roberto Baggio lo vince nel 1993: non è perciò conteggiabile, ma esiste un suo secondo posto nel 1994.

Zinedine Zidane, pagato circa 8 miliardi, arriva terzo nel 1997 e poi lo vince l’anno successivo (1998). Si piazzerà al secondo posto nell’anno 2000 generando non poche critiche sui tabloid internazionali perché a vincere quel premio sarà Figo (che in quell’anno passa dal Barca al Real Madrid per una cifra fantasmagorica). Zidane verrà ceduto al Real per 160 miliardi di lire.

Nel 2003 Nedved straccia tutti e mostra a Torino il Pallone d’Oro.

Nel 2006 avviene il capolavoro bianconero, grazie anche ai Mondiali e a due strepitosi anni targati Capello. Cannavaro, che Moggi scambiò con l’Inter col secondo portiere Fabien Carini, vince strappando il premio a Gigi Buffon (più meritevole del difensore).

Sempre nell’anno 2006 la Juve stabilisce un altro incredibile record: più giocatori scesi in campo in una finale mondiale. Sono 5 juventini per l’Italia e 3 juventini per la Francia. Più i grandi ex e n po’ di persone che lavorano nello staff tecnico della Nazionale a cominciare da Marcello Lippi.

Nel luglio 2006 Guido Rossi e Massimo Moratti misero fine a quel predominio. Andrea Agnelli sta cercando di dare un senso a tutti questi numeri.

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